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Scuola. Como, studenti in Piazza Volta: “Conta come si riapre”

Comune: Como ,

COMO – Gli studenti e le studentesse di Como, dopo il provvedimento cautelare del TAR che fino al 18 annulla l’ordinanza restrittiva di Regione Lombardia sulla chiusura delle scuole, oggi sono comunque scesi in piazza per una scuola da ripensare da zero. 

“Non basta riaprire, ciò che conta è come si riapre!” afferma Brunhilde Paleari di UDS Como. “Vogliamo trasporti sicuri con corse rinforzate e orari flessibili, spazi perché tutti possano tornare in presenza e trasparenza sul tracciamento dei contagi”

“I trasporti pubblici si devono adeguare alle esigenze dell’educazione e non viceversa. I fondi ci sono,e se ci sono difficoltà ad investire, va considerata la possibilità di integrare i servizi esistenti con le aziende private. Questo aumento non può pesare sugli studenti: la scuola deve rimanere accessibile a tutti. Per garantire un rientro a scuola sicuro servono spazi adeguati: dove non ci sono vanno creati, dedicando strutture inutilizzate ad uso didattico per l’emergenza”.

“La scuola in presenza non è sostituibile: è il momento di ripensare la scuola sul lungo termine, con classi meno numerose e meno spazio al mero nozionismo – proseguono gli studenti -. La scuola va riformata strutturalmente per quanto riguarda didattica e valutazione, la nostra idea di scuola è diversa da quella che ci propone la realtà di oggi. La crisi pandemica ha solo evidenziato quei limiti che noi abbiamo sempre sottolineato, esasperandoli a nostre spese. Devono esserci tamponi e termo-scanner in ogni scuola e i dati sulla situazione sanitaria scolastica devono essere chiari”.

È anche importante la tutela della salute mentale degli studenti e delle studentesse. “Ora più che mai abbiamo bisogno di un supporto psicologico” dice Lucas Radice “Alla luce dell’aggravamento della stato mentale degli studenti, abbiamo bisogno di uno spazio sicuro in cui parlare e sfogarci in una situazione così critica; il fatto che non si sappia quando riapra la scuola non fa che peggiorare le cose”

Il TAR, in attesa di un giudizio finale, ha sospeso l’ordinanza di Regione Lombardia per via cautelare. Ora spetta al Governo, la Regione stessa e le istituzioni tutte rimettere al primo posto l’istruzione.

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15 Gennaio 2021 — 11:51 / Como, Scuola
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