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Cancro al seno, all’Ospedale di Erba potenziata la risonanza magnetica

Comune: Erba ,

ERBA – Una donna su 9 si ammala di cancro al seno, il tumore femminile più frequente. La diagnosi precoce riduce la necessità di terapie e interventi invasivi.

La risonanza magnetica mammaria è oggi uno dei metodi principali per diagnosticare il tumore del seno, insieme alla mammografia, all’ecografia e alle biopsie mammarie. Sul territorio è un esame meno disponibile per scarsità di apparecchiature e più costoso per il SSN rispetto a mammografia ed ecografia. Noi radiologhe senologhe dell’Ospedale Fatebenefratelli di Erba siamo, quindi, molto soddisfatte per l’ampia disponibilità numerica che abbiamo in struttura per questo tipo di esame. Infatti, i nostri numeri (13-15 pazienti a settimana per un totale di circa 650 esami/anno) si avvicinano a quelli dei grandi centri milanesi di riferimento, permettendoci di studiare in maniera ottimale le pazienti con tumore al seno prima di inviarle alla chirurgia” commenta la Dottoressa Chiara Trattenero, medico radiologo che si occupa di senologia diagnostica, insieme alla Dottoressa Pellizzoni e alla Dottoressa Pastore.

La dottoressa Chiara Trattenero

La RM si basa sull’uso di un campo magnetico e non espone la paziente a radiazioni ionizzanti potenzialmente pericolose. Per la diagnosi del cancro al seno la risonanza magnetica supera (ma non sostituisce), sia la mammografia che l’ecografia, grazie alla sua elevata sensibilità. “Serve nei casi di stadiazione preoperatoria del carcinoma mammario di nuova diagnosi,  risoluzione dei problemi diagnostici (risultati equivoci alla mammografia/ecografia/biopsia mammaria), controllo delle donne ad alto rischio di tumore al seno, valutazione delle protesi mammarie, valutazione dell’effetto della chemioterapia neoadiuvante e  ricerca di un carcinoma primitivo occulto in pazienti metastatiche. Pertanto non si può definire un’età in cui eseguirla, né una frequenza specifica (eccetto nelle donne ad alto rischio: 1 volta/anno). Essendo un esame di III livello, altamente specialistico, non è considerato un esame di screening da svolgere periodicamente, come mammografia ed ecografia. Per questo motivo deve essere prescritto da specialisti della mammella, in particolare da un radiologo senologo, o in alternativa, da un chirurgo/oncologo senologo” precisa la specialista.

La RM mammella raggiunge oltre il 90% di sensibilità, pertanto nei centri che si occupano quotidianamente di diagnostica senologica risulta un’arma fondamentale. “Nelle mani di un radiologo senologo esperto e con le corrette indicazioni è uno strumento utilissimo per le pazienti con sospetto/accertato tumore del seno, soprattutto per la scelta di un corretto iter chirurgico (intervento conservativo o mastectomia), evitando interventi successivi” conclude.

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22 Aprile 2022 — 13:33 / Erba, Sanità
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