Erba

Al Museo Civico apre la mostra ‘Sardegna itinerante’: “Un grande lavoro di squadra”

Caterina Franci 18 Giugno 2023

Cultura, Erba

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Clelia Orsenigo e l’assessore Paolo Farano

ERBA – “Un lavoro di squadra che ha visto coinvolte tante realtà, tutte collaborative e fondamentali. Grazie a questo sforzo collettivo possiamo oggi inaugurare questa preziosa mostra, siamo felici di vedervi così numerosi”. Così la conservatrice del Museo Civico di Erba Clelia Orsenigo nel presentare la mostra ‘Sardegna itinerante. Un piccolo viaggio tra le civiltà nuragica e punica” inaugurata sabato pomeriggio a Villa Ceriani e visitabile fino al prossimo 28 gennaio.

A destra Francesco Muscolino, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

Tantissime le persone che hanno preso parte all’evento e hanno potuto, a gruppi, visitare l’esposizione realizzata a cura del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e del Museo Civico di Erba. La mostra comprende alcuni reperti archeologici di proprietà statale provenienti dal Museo Nazionale di Cagliari e dalla ‘Collezione Giardini’ concessi in prestito al Museo erbese.

La dotto.ssa Alice Sbriglio

A raccontare i ‘retroscena’ dell’allestimento è stata la dottoressa Alice Sbriglio della Soprintendenza: “Permettetemi di ringraziare innanzitutto l’amministrazione comunale di Erba, Clelia Orsenigo, il direttore del Museo Archeologico di Cagliari Francesco Muscolino, le altre curatrici della mostra, Clelia Orsenigo, Federica Doria, Manuela Puddu e Eliana Sedini, ArteLario e tutte le diverse realtà che hanno collaborato – ha detto – questa esposizione è una bella occasione di fruire di un patrimonio statale rimasto ‘nascosto’. Parte di ciò che vedrete infatti era collezione di Augusto Giardini (1931-2011), noto imprenditore del tessile vissuto a Capiago Intimiano. Amante dell’arte e collezionista eclettico, oltre ai reperti antichi, custodiva nella sua casa, progettata dall’architetto Luigi Caccia Dominioni, anche opere di artisti moderni e contemporanei. La sua collezione archeologica, in particolare, era costituita da circa 120 oggetti, appartenenti a diversi ambiti culturali. Nel 2000, la Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, riconoscendone il grande valore scientifico, decise di vincolarla e dopo la morte di Augusto Giardini ne sono stati possibili il recupero e la valorizzazione. La parte più consistente della collezione è oggi esposta presso i Giardini di Villa Melzi d’Eril a Bellagio. Sono là raccolti un centinaio di reperti riferibili a diverse culture del Mediterraneo antico. I reperti nuragici e punici provenienti dalla Sardegna, invece, considerata la loro intrinseca specificità, sono stati scorporati dal resto della collezione e, grazie alla disponibilità del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, saranno restituiti alla loro terra d’origine, dove potranno finalmente fare ritorno. Prima del loro ritorno, lo Stato ha deciso di intraprendere una serie di attività dirette a promuovere la conoscenza dei reperti costituenti la collezione e di allestire questa mostra itinerante che dalla Lombardia, in particolare da Erba, accompagnerà i reperti nuragici e punici della collezione nel loro viaggio di ritorno verso la terra d’origine”.


Accanto ai reperti della Collezione trovano poi posto quelli prestati dal Museo di Cagliari e recuperati nell’ambito di indagini archeologiche vere e proprie, condotte in importanti centri afferenti alla cultura nuragica e a quella punica, fra i quali il complesso di Su Nuraxi a Barumini (SU), il santuario di Su Benatzu a Santadi (SU), la necropoli di Monte Sirai a Carbonia (SU) e quella di Tuvixeddu a Cagliari.

“L’obiettivo – ha spiegato la conservatrice Clelia Orsenigo – è quello di presentare al pubblico una parte della ricca e affascinante storia di una regione italiana, la Sardegna, di cui raramente si parla nei programmi scolastici. Sia il pubblico generale, che quello delle scuole in modo particolare, avranno l’occasione di approcciarsi a due grandi civiltà, quella nuragica e quella punica, attraverso le loro testimonianze archeologiche. La mostra tratterà diversi temi, in particolare si parlerà della vita quotidiana in epoca nuragica all’interno dei villaggi, in genere sorti attorno ai monumenti megalitici più noti della Sardegna, i nuraghi, e si approfondirà il tema del sacro e dei santuari, presentando i tipici bronzetti votivi nuragici e le loro iconografie. Si seguirà la storia della Sardegna a partire dall’età del Bronzo fino all’età del Ferro, arrivando al periodo di grande fioritura della civiltà fenicio-punica in Sardegna, esaminando il tema delle necropoli e dei rituali funerari”.


Un altro aspetto che sarà affrontato dalla mostra è quello delle dinamiche del collezionismo privato  e dei falsi
: “Questa collezione – oggi detenuta dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e in procinto di essere donata al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari – offrirà l’occasione per mostrare al grande pubblico le dinamiche che stanno dietro al collezionismo privato, con le sue luci e le sue ombre. In particolar modo sarà possibile evidenziare quali limiti alla ricerca crei il collezionismo privato e raccontare quali sono le nuove tecniche di indagine, sempre più sofisticate, che vengono in aiuto agli archeologi per il riconoscimento dell’autenticità dei reperti. Si è perciò volontariamente scelto di esporre in mostra, in una sezione dedicata, alcuni manufatti identificati come falsi, perché anch’essi hanno molto da raccontare al pubblico” ha detto Orsenigo.

All’inaugurazione è intervenuto anche l’assessore alla Cultura del Comune di Erba Paolo Farano: “La numerosa presenza di cittadini oggi dimostra quanto fermento culturale ci sia in città, fermento che la nostra bravissima conservatrice ha saputo cogliere e soddisfare organizzando diverse mostre che hanno avuto un grande successo. Grazie per tutto il lavoro svolto, vi invitiamo a venire a vedere questa interessante esposizione”.

Dopo la presentazione, i presenti hanno potuto visitare in piccoli gruppi la mostra, che raccoglie una cinquantina di pezzi di epoca nuragica e fenicio-punica provenienti dalla Sardegna, in particolare bronzetti, armi e ornamenti in bronzo, accanto a diversi recipienti in ceramica. A tutti è stato offerto un rinfresco a cura del Circolo Culturale Ricreativo Sardegna di Como e del Circolo Culturale Amsicora di Lecco.

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