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Danni maltempo, Mandressi Cgil: “Alcune leggi hanno impoverito il territorio”

Comune: Como

COMO – All’indomani dell’ondata di maltempo che ha colpito il territorio comasco si esprime Matteo Mandressi, segreteria Cgil Como con delega alle politiche ambientali, che propone la riflessione sulle cause che, da una fenomeno di maltempo, hanno provocato una situazione di crisi.

“Vi è un consenso unanime e trasversale nell’attribuire al cambiamento climatico e all’innalzamento delle temperature l’origine di una quantità ingente e violenta di piogge concentrata in poche ore. Analisi corretta e purtroppo tardiva – commenta Mandressi – In pochi puntano l’indice sull’assenza di politiche di prevenzione dal dissesto idrogeologico, in pochi parlano dell’innaturale cementificazione del bacino turistico (basta fare un giro sulle sponde del Lario per notare parecchi ecomostri). Nessuno, almeno nella nostra provincia, denuncia invece i disastrosi interventi legislativi ripetutesi nell’ultimo decennio”.

Matteo Mandressi ricorda la legge Delrio 2014 e il ddl Madia 2015 che hanno cambiato il sistema di monitoraggio e tutela delle aree naturali:

“La Cgil lo fece allora, lo ripete ora con maggior forza: la riforma delle province e lo scioglimento del corpo forestale dello Stato hanno depauperato il territorio delle naturali “sentinelle ambientali”. La pulizia di boschi, alvei e torrenti, la presenza di un presidio umano distribuito nelle nostre valli avrebbe quantomeno limitato e contenuto la devastazione sotto i nostri occhi”.

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Il lavoro pesa ora sulle spalle della polizia provinciale che svolge, per funzione istituzionale, compiti di polizia ambientale e forestale, finalizzata alla protezione, tutela e controllo sul vincolo idrogeologico e sul patrimonio boschivo.

“La pessima riforma Delrio, sostenuta con forza dal governo Renzi ed in parte arenatasi con la sconfitta al referendum costituzionale, ha più che dimezzato gli organici della polizia provinciale di Como, determinando una mobilità forzosa su enti locali ed agenzie fiscali. Ciò ha reso impossibile la presenza articolata sul territorio, con un numero largamente insufficiente di operatori.”

Spiega  Mandressi che continua anche rimarcando gli effetti della riforma del corpo forestale dello Stato: “il suo assorbimento nell’arma dei carabinieri ed una drastica riduzione degli effettivi a causa di processi di mobilità su altre forze di polizia. Anche in questo caso il territorio è stato privato di una presenza fondamentale e con ambiti di azione autonoma. Riforma tra l’altro bocciata nel 2020 dalla prima sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo“.

Matteo Mandressi non manca di chiamare in causa anche gli amministratori locali:

“Fa specie che nessun politico del territorio colga e denunci gli esiti dell’impeto riformatore, limitandosi a dichiarazioni dal sinistro sapore retorico. Cogliere la profondità degli eventi significa invertire da subito le politiche di desertificazione del territorio seguite nel decennio precedente. I macro fenomeni (cambiamento climatico) non spiegano, da soli e nelle conseguenze, ciò che è avvenuto domenica a Blevio e martedì nelle sponde ovest ed est del basso Lario”.

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29 Luglio 2021 — 09:44 / Ambiente, Como
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