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L’Arcivescovo Delpini inaugura l’Emporio della Solidarietà

Comune: Ponte Lambro

PONTE LAMBRO – “Due sono le domande che dobbiamo porci: Perché i poveri sono poveri? Perché loro e non io? Non siamo autorizzati a dare un giudizio, ma dobbiamo sentire che nessuno si salva da solo”. Queste le parole che l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha rivolto ai volontari e a coloro che hanno preso parte alla benedizione e inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà di Ponte Lambro questa sera, venerdì.

Alla presenza delle autorità religiose, civili e militari, l’arcivescovo ha presieduto la cerimonia con la quale si è dato ufficialmente inizio all’attività del centro di Caritas Ambrosiana che permetterà di dare una risposta concreta e immediata alle situazioni di povertà e fragilità presenti nel Decanato di Erba: utilizzando un’apposita tessera, ricaricata con punti e non con denaro, coloro che si trovano in difficoltà economica possono comprare all’interno dell’emporio generi alimentari e di prima necessità.

“Come le altre iniziative di Caritas, questo emporio è un segno – ha dichiarato l’Arcivescovo -. Non è una soluzione e non è un’elemosina, ma uno stimolo, un piccolo aiuto che vuole essere efficace e che rispetta la dignità delle persone. È un segno che ci pone domande che dovrebbero aiutare a ripensare e a rivedere la nostra società e a riorganizzare il nostro lavoro e che ci invitano a una conversione”.

Da qui la missione: “Sui poveri non siamo autorizzati a dare giudizi – ha aggiunto mons. Delpini -. I poveri ci chiamano a conversione e noi dobbiamo ascoltarli, interpretare la loro situazione e imparare da loro il Vangelo. L’itinerario di carità diventa quindi esercizio di conversione per trovare un significato per ciò che facciamo senza giudicare, ma consapevoli che nessuno si salva da solo”.

Insieme ai tanti fedeli, ai volontari e a due famiglie che usufruiscono del servizio, ad accogliere l’Arcivescovo sono stati mons. Angelo Pirovano, prevosto e decano di Erba, don Ettore Dubini, vicario di Crevenna e responsabile Caritas per la Zona III, don Stefano Dolci, parroco di Ponte Lambro, i sindaci di Ponte Lambro, Ettore Pelucchi, e di Erba, Veronica Airoldi, e il maresciallo dei Carabinieri, Gaetano Marco Ensabella.

Dopo i saluti del prevosto, è stato don Ettore Dubini a prendere parola: “La scommessa di questo emporio è quella di tentare di dare una risposta nuova alle richiesta di sempre – ha sottolineato -. Cambia il modo con cui vengono fatte le cose, ma non l’attenzione e credo che il ‘come’ sia più importante del ‘cosa’: ciò che conta è la capacità di essere attenti alle persone, di avere a cuore le povertà che incontriamo e di accoglierle”.

Un’accoglienza che avviene e acquista valore all’interno della comunità: “La sua presenza, arcivescovo, porta la diocesanità in questo luogo e rimarca che questo servizio ha un senso proprio perché è in comunione con la Diocesi – ha aggiunto Erminio Fusi, responsabile della Caritas decanale -. Agiamo sulle parole di papa Francesco, ‘Va e anche tu fa’ lo stesso’. L’emporio è simbolo di ciò che vogliamo essere: una chiesa che si muove”.

L’arcivescovo di Milano insieme a don Ettore Dubini e al direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti

 

Presente all’inaugurazione anche il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti: “Il nostro compito è quello di creare le condizioni perché le strutture incontrino le persone e le facciano ripartire in condizioni di dignità e giustizia – ha sottolineato -. Dopo questo di Ponte Lambro, presto apriremo nuovi Empori, perché il territorio ha capito la necessità di attivare percorsi di inclusione delle persone. Questo è lo stile della Chiesa: far sì che chi si trova in difficoltà recuperi la fiducia di una comunità in cui si senta accolto”.

Il saluto della comunità civile è stato invece portato dal sindaco di Ponte Lambro, Ettore Pelucchi: “Noi teniamo molto al concetto di comunità che si stringe e cerca di risolvere i problemi – ha dichiarato – e questo è dimostrato dalle tante persone che sono qui mettendo a disposizione tempo e risorse e dando il meglio di sé”.

Dopo il taglio del nastro e prima di invocare la benedizione, mons. Delpini ha voluto dedicare un pensiero particolare proprio ai volontari dicendosi ammirato per il loro impegno.

Mons. Delpini insieme a un volontario

 

Conclusa la cerimonia l’arcivescovo ha quindi visitato l’emporio prima di spostarsi all’Emporio del Vestire Solidale, aperto da alcuni mesi nell’ex oratorio di Santa Marta a Erba, dove persone e famiglie possono scegliere ciò di cui hanno bisogno tra abiti nuovi o usati in buono stato utilizzando una tessera a punti.

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18 Giugno 2021 — 20:44 / Attualità, Ponte Lambro
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