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“4 colpi alla ‘Ndrangheta”, si parla di agromafie e caporalato in agricoltura

Comune:

Marco Omizzolo

 

COMO –  Dopo i primi due eventi, alla Rassegna “4 colpi alla ‘ndrangheta” si discuterà di agromafie e di caporalato in agricoltura.

Il terzo video-incontro si terrà  giovedì 4 marzo alle ore 21, sulla piattaforma Zoom (link: https://us02web.zoom.us/j/83788753405?pwd=Z2JWZkdXTU5QbFV6T2dXbWJRYUVndz09 ), ed avrà per titolo “Le mafie nel piatto: agromafie e caporalato”. Durante l’incontro si discuterà appunto di agromafie, ovvero di illegalità criminale nella produzione agricola, accanto al tema del caporalato, sempre nel settore agricolo.

Interverrà all’evento pubblico il relatore Marco Omizzolo, sociologo, autore del libro “Sotto padrone. Uomini, donne e caporali nell’agromafia italiana”. L’incontro è moderato da Giuseppe Muti, ricercatore in Geografia all’Università dell’Insubria e redattore di www.stampoantimafioso.it.

Marco Omizzolo è responsabile scientifico di “In Migrazione”, presidente del centro studi Tempi Moderni e ricercatore Eurispes. Collabora con il master “Immigrazione. Fenomeni migratori e trasformazioni sociali” della Ca’ Foscari di Venezia, con il corso “Tutela dei diritti dei migranti” dell’Università di Pisa e, come giornalista, con varie redazioni italiane (Il Manifesto, L’Eurispes, Articolo 21, L’Espresso). Nel 2019 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato. Ha vissuto sotto vigilanza da parte delle forze dell’ordine per via delle numerose minacce subite per la sua attività di ricerca e mobilitazione. Ha pubblicato “La Quinta Mafia” (RadiciFuture editore) e “Sotto padrone. uomini, donne e caporali nell’agromafia italiana” (Feltrinelli).

Il libro “Sotto padrone. Uomini, donne e caporali nell’agromafia italiana” è un viaggio nel cuore delle agromafie, tra caporali che lucrano sul lavoro di donne e uomini, spesso stranieri, sfruttati nelle serre italiane. Braccianti indotti ad assumere sostanze dopanti per lavorare come schiavi. Ragazzi che muoiono – letteralmente – di fatica. Donne che ogni giorno subiscono ricatti e violenze sessuali. Un sistema pervasivo e predatorio che spinge alcuni lavoratori a suicidarsi, mentre padroni e padrini si spartiscono un bottino di circa 25 miliardi di euro l’anno. Un viaggio, quello di Omizzolo, condotto da infiltrato tra i braccianti indiani nell’Agro Pontino e proseguito fino alla regione indiana del Punjab, sulle tracce di un trafficante di esseri umani. Un viaggio che parte dall’osservazione per arrivare alla mobilitazione: scioperi, manifestazioni, denunce per rovesciare un sistema che si può sconfiggere.

Durante l’incontro del 4 marzo si discuterà quindi delle varie inchieste relative al caporalato in agricoltura, che non interessano solo il Centro e Sud Italia, ma anche la Lombardia, come è emerso anche in due recenti inchieste che hanno riguardato in particolare l’hinterland milanese.

La Rassegna “4 colpi alla ‘ndrangheta” è organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall’Arci Como, col patrocinio dei Comuni di Alzate Brianza, Cabiate, Carugo, Inverigo, Lurago d’Erba e Mariano Comense.  

L’incontro del 4 marzo è inserito anche nell’ambito del progetto “Como futuribile”, di Arci Como, Auser Como, Legambiente Como e L’isola che c’è (con il contributo di cui agli artt. 72 e 73 del D.Lgs. 117/2017 finanziato con le risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e di Regione Lombardia), a cui hanno aderito altri sodalizi, tra cui il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”. Il progetto ha per tema la ‘sostenibilità’, che si articola anche attraverso giustizia e legalità.

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3 Marzo 2021 — 08:54 / Attualità
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