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25 Aprile. Monguzzo, Alzate, Anzano e Orsenigo uniti nelle celebrazioni

Le celebrazione del 25 Aprile, Festa della Liberazione, a Monguzzo alla presenza dei sindaci di Monguzzo, Alzate Brianza, Anzano del Parco e Orsenigo

 

MONGUZZO – Celeberazione commemorativa del 25 Aprile all’insegna dell’unità per i comuni di Monguzzo, Alzate Brianza, Anzano del Parco e Orsenigo.

La commemorazione della Festa della Liberazione si è svolta questa mattina, domenica, nel comune di Monguzzo alla presenza del sindaco Marisa Cesana e dei colleghi primi cittadini Maria Anastasia (Alzate Brianza), Alberto Rivetti (Anzano del Parco), Mario Chiavenna (Orsenigo).

Per Alzate, il vice sindaco Lorenzo Benzoni, invece, ha presieduto la manifestazione che si è tenuta in Piazza Municipio, con l’alzabandiera e la deposizione della corona di alloro al monumento ai Caduti, mentre il parroco don Lodovico Colombo ha impartito una solenne benedizione ai Caduti di tutte le guerre. Presenti ad Alzate anche le Associazioni Autieri di Alzate Brianza, AIDO, AVIS, Brianza Soccorso ed il gruppo Alpini di Orsenigo per la collaborazione e la partecipazione.

Il vicesindaco di Alzate Brianza, Lorenzo Benzoni durante le celebrazioni del 25 Aprile

Il sindaco di Alzate ha poi inoltrato una lettera ai suoi concittadini che pubblichiamo di seguito insieme ai pensieri degli alunni del doposcuola scuola secondaria di 1° grado L.V. Rufo in occasione della Festa della Liberazione.

Cari Alzatesi,
anche quest’anno, a causa della pandemia epidemiologica in atto, la celebrazione dell’Anniversario della Liberazione non si è tenuta in forma pubblica, ma alla sola presenza delle Autorità civili, del Parroco e di un ristretto numero di rappresentanti delle Associazioni.
Nonostante questo, considero questa Celebrazione vera e sentita, al di fuori della retorica, che ci ricorda il dovere di essere uniti di fronte a difficoltà enormi ed alle sofferenze che la pandemia ha portato nel nostro Paese e nel nostro territorio.
“Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma non è possibile.
Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà”. 
Parole che sembrano scritte oggi, ma in realtà sono le ultime pronunciate da uomo libero da Aldo Moro il 28 febbraio 1978, prima del rapimento da parte delle Brigate Rosse. 
Il 25 aprile conserva intatto, a distanza di tanti anni, il suo valore, il suo significato e la sua carica rivoluzionaria. E’ stato, infatti, l’epilogo di una vera rivoluzione del popolo italiano per abbattere la dittatura e per riconquistare la Libertà, ma anche e soprattutto una rivoluzione per creare una nuova Italia ed ha aperto la strada ad un cambiamento radicale, che ha investito il nostro Paese.
La situazione difficile che ci troviamo ad affrontare, a causa della pandemia, è un vero banco di prova per l’Italia ed è stata un’occasione per richiamarci all’umiltà, avendoci fatto scoprire tutte le nostre fragilità. Ci siamo trovati disarmati di fronte ad un nemico così subdolo ma, allo stesso tempo, abbiamo toccato con mano l’importanza di essere parte di una grande Nazione, di essere parte di una Comunità più grande, che non ha fatto mancare la sua solidarietà e la sua vicinanza.
Dobbiamo pensare al domani e prepararci a ripartire con ancora più voglia di fare: la nuova battaglia che ci aspetta, però, deve trasformarsi in un’occasione per correggere gli errori del passato, per ripensare un modello di sviluppo che esalti l’essenziale, la qualità delle relazioni umane e la solidarietà.
Nell’immaginare il nostro futuro dopo l’emergenza, questi aspetti dovranno essere ben presenti, anche a costo di cambiare ritmi e abitudini di vita.
Riflettere su questi aspetti è un compito che riguarda tutti e mi sembra giusto ribadirlo il 25 Aprile: una ricorrenza che più di ogni altra ci parla di ciò che siamo e di ciò che vogliamo essere domani, come popolo e come Comunità.
Progettare il futuro con creatività, con capacità di gestire la complessità e senso del bene comune è un compito che riguarda la politica, che riguarda i singoli Cittadini, che riguarda l’economia, che deve trovare nuove strade per un progresso che non distrugga le relazioni umane e l’ambiente.
La situazione drammatica che stiamo vivendo ci aiuta a comprendere – ancora di più – il valore del sacrificio di chi 76 anni fa ha lottato per la nostra Libertà. A tutti loro va il nostro grazie, la nostra riconoscenza, la nostra ammirazione.
Grazie a chi è caduto per la Libertà, a chi ha contribuito ad abbattere il fascismo, a chi ha liberato il Paese, a chi ha costruito un’Italia nuova sulle rovine, materiali e morali, lasciate dalla guerra e dalla dittatura.
La Lotta di Liberazione ci ha insegnato a resistere, a lottare, a vincere uniti. Ci ha insegnato a superare le differenze per costruire un mondo migliore. 
Per questo il 25 aprile è davvero la festa degli italiani.
Oggi abbiamo bisogno di quella stessa determinazione e di quella stessa passione: nei prossimi mesi servirà l’energia, la laboriosità, la generosità e l’impegno di tutti.
Insieme possiamo ritrovare in questa emergenza qualcosa che forse rischiavamo di dimenticare: l’orgoglio di essere tutti parte di una sola grande Comunità, libera e democratica, nata dalla Resistenza, dall’antifascismo e dalla Liberazione.
Voglio concludere con i versi di Luis Sepulveda, grande scrittore che con le sue parole ha voluto rendere omaggio a chi ha saputo lottare, resistere e vincere per tutti noi.
 
“Ammiro chi resiste,
chi ha fatto del verbo resistere
carne, sudore, sangue
e ha dimostrato senza grandi gesti
che è possibile vivere,
e vivere in piedi anche nei momenti peggiori”.
 
Sono parole che valgono anche oggi, per tutti noi.
Viva l’Italia, viva la Liberazione, viva la Resistenza!
 
Con l’occasione saluto tutti cordialmente.

IL SINDACO
Dott. Mario Anastasia

 

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25 Aprile 2021 — 14:09 / Alzate Brianza, Anzano del Parco, Attualità, Monguzzo, Orsenigo
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