Il 27 giugno ai Mulini di Baggero una giornata di studio con accademici, imprese e istituzioni
MERONE – Nel cuore verde della Brianza, ai Mulini di Baggero di Merone, si accenderanno i riflettori su uno dei temi più urgenti e trasversali del nostro tempo: il futuro del paesaggio. “Etica, estetica e futuro del paesaggio – Cura dei luoghi e bellezza rigenerativa” è il titolo della giornata di studio che riunirà, il 27 giugno, architetti, ricercatori, designer, imprenditori, studenti e rappresentanti istituzionali in una cornice naturale d’eccezione, per interrogarsi su un nuovo modo di abitare, progettare e vivere i territori.
L’iniziativa nasce da un’urgenza condivisa: quella di superare la visione antropocentrica e funzionalista che ha guidato gran parte dello sviluppo urbano e architettonico del secolo scorso. “Siamo chiamati a riconoscerci parte di un sistema planetario, in cui l’essere umano non è al di sopra della natura ma dentro di essa, con responsabilità uniche”, spiegano i promotori. A preoccupare non è solo la crisi climatica, ma anche il dilagare di disuguaglianze, migrazioni forzate, guerre e impoverimento culturale. Per affrontare questi “wicked problems”, la cultura del progetto è invitata a farsi strumento di relazione, cura e rigenerazione.
Il programma, curato da un comitato scientifico composto da figure di spicco del mondo accademico e professionale come Anna Anzani, Eugenio Guglielmi, Luciano Crespi, Barbara Di Prete, Vasco Maria Dossena, Emilio Lonardo e Andrea Camesasca, si snoderà in più momenti tra riflessioni teoriche, tavole rotonde e mostre.
Durante la sessione mattutina, ospitata nella “sala bosco” di via Cesare Battisti, si parlerà di design rigenerativo, psicologia ambientale e del ruolo dell’allestimento temporaneo come forma progettuale. “Non basta costruire meno, serve immaginare usi nuovi dello spazio, capaci di generare emozioni, appartenenze e benessere”, sottolineano gli organizzatori. In questo senso, anche l’effimero, il sensoriale e il simbolico diventano strumenti di progetto.
Tra gli interventi previsti, quelli di Michele Sinico (IUAV) sul “paesaggio egosintonico”, Davide Crippa sulla “variabile tempo” come leva di responsabilità, e Massimo Schinco con una riflessione su sogno, relazioni e rigenerazione dell’anima dei luoghi. A portare l’esperienza del design urbano sarà anche Barbara Di Prete, mentre Anna Anzani e Elena Fatone esploreranno la progettazione di spazi “attraenti” e multisensoriali.
Nel pomeriggio, i lavori proseguiranno nella “loggia delle Monache” presso i Mulini di Baggero, con una tavola rotonda incentrata su sostenibilità, sviluppo locale e strumenti operativi. Parteciperanno realtà come Kartell, Holcim Italia, Bonacina, Touring Club Italiano, Unicredit, Camera di Commercio Como-Lecco, in un dialogo che coinvolgerà anche il territorio. “La rigenerazione non è solo un atto tecnico – osservano i curatori – ma un processo culturale che richiede partecipazione, prossimità, mutualismo”.
Accanto al dibattito, ci sarà spazio per l’esposizione. Gli studenti del Laboratorio di Design degli Interni del Politecnico di Milano presenteranno una serie di progetti dedicati alla riqualificazione dell’ex area Speri di Merone, allestiti presso il Centro Parco Oasi di Baggero. Presso i Mulini, sarà invece visitabile la mostra personale di Emilio Lonardo, con opere che riflettono sul rapporto tra uomo e natura, tra progetto e spiritualità. Lonardo interverrà anche con una lezione dal titolo evocativo: “Econesimo”.
L’evento è promosso da Politecnico di Milano, Univesità degli Studi di Firenze, Ordine degli Architetti Provincia di Como e Associazione della Pieve di Incino con il patrocinio di ADI Lombardia e in collaborazione con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Varese e Sondrio. Un contributo importante arriva anche dal Parco Valle Lambro e dal Comune di Merone.
“Prendersi cura dell’Italia come bene comune – afferma Giulio Lattanzi, direttore generale del Touring Club Italiano – significa rimettere al centro il valore del paesaggio, non come sfondo ma come protagonista della vita sociale e culturale”. A Baggero, il paesaggio non sarà solo oggetto di studio: sarà riconosciuto come interlocutore vivo, da ascoltare, proteggere e reimmaginare.