Nel 2025 il CNSAS lombardo registra 1.490 interventi, con un forte incremento nel Triangolo Lariano
“L’aumento degli interventi implica un carico operativo crescente”, sottolinea Gianluca Crotta, vicepresidente del CNSAS lombardo.
ERBA – Crescono ancora gli interventi del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico lombardo. I dati relativi al 2025 fotografano un’attività in costante aumento su scala regionale e, in modo particolarmente marcato, nel territorio della XIX Delegazione Lariana, che comprende anche il Triangolo Lariano, area di riferimento per Erba e il Comasco.
Nel corso dell’anno appena concluso in Lombardia sono stati effettuati 1.490 interventi con il coinvolgimento delle squadre territoriali, contro i 1.259 del 2024 e i 1.390 del 2023. Le persone soccorse sono state complessivamente 1.986. A livello di Delegazione, la XIX Lariana registra il numero più elevato di interventi: 573, a cui si aggiungono tre operazioni di soccorso speleologico condotte dalla IX Delegazione speleologica regionale. Il bilancio delle persone decedute sale a 99 sull’intero territorio lombardo, un dato che include incidenti in montagna, in forra, in ambiente ipogeo e cause di altro tipo, come eventi medici acuti. Nel 2024 i decessi erano stati 85, nel 2023 erano stati 92. Le ricerche di persone disperse nel 2025 sono state 127.
Il CNSAS lombardo opera negli interventi tecnico-sanitari in ambiente impervio in stretto coordinamento con il sistema regionale dell’emergenza-urgenza, rappresentato da AREU, con i servizi di elisoccorso e con le centrali del numero unico di emergenza 112. Il Corpo è riconosciuto come soggetto di riferimento attraverso una specifica convenzione e svolge attività di soccorso a persone infortunate o in pericolo, di ricerca dei dispersi e di recupero in ambiente montano, ipogeo e in zone impervie. Accanto ai tecnici operano anche medici e infermieri altamente specializzati, certificati dalle scuole del CNSAS.

Nel 2025 sono stati 8.930 i soccorritori impegnati negli interventi, per un totale di 29.924 ore uomo distribuite su 5.471 giornate. “L’aumento degli interventi, costante da anni, implica un carico operativo crescente e sempre più strutturato”, sottolinea Gianluca Crotta, vicepresidente del CNSAS lombardo. “Dall’analisi della tipologia di interventi emergono cause quali ritardo, perdita di orientamento, impreparazione fisica e tecnica, attrezzatura inadeguata, mancata pianificazione dell’itinerario. Una tendenza che sta diventando più marcata, soprattutto dal periodo successivo alla pandemia del 2020”. Crotta richiama anche l’attenzione sul ruolo dei social network: “Spesso si vedono foto, video e commenti su itinerari che sembrano facili ma non sono affatto alla portata di tutti. L’emulazione poi attira persone che non sono in grado di fare quel tipo di percorso o di esperienza”. Da qui l’invito alla prevenzione, alla preparazione accurata e alla formazione, anche con il supporto delle guide alpine e del Club alpino italiano. “Considerata la mole di lavoro svolta nel 2025 – conclude – il nostro grazie va a ciascun soccorritore, per la presenza costante, la competenza e la disponibilità, giorno e notte, in un servizio reso alla comunità”.

Entrando nel dettaglio delle cause degli incidenti, a livello regionale prevalgono cadute, inciampi e scivolate sul posto (303 casi), seguiti da condizioni fisiche o psicofisiche non adeguate (298) e da cadute dall’alto in scarpate o precipizi (205). Ritardi e perdita di orientamento continuano a pesare in modo significativo. L’escursionismo resta l’attività più coinvolta, con 803 persone soccorse, davanti alle attività turistiche e ricreative, alla raccolta funghi e alle diverse discipline della montagna e della neve.
La XIX Delegazione Lariana, che comprende stazioni come Lecco, Triangolo Lariano, Valsassina-Valvarrone, Lario Occidentale Ceresio e Varese, concentra 573 interventi, in netto aumento rispetto ai 447 del 2024. Le persone soccorse sono state 650, i decessi 37 e le ricerche di dispersi 45. Nel solo Triangolo Lariano si contano 106 interventi. Le cause principali ricalcano il quadro regionale: cadute e scivolate (120 casi), condizioni fisiche o psicofisiche (96), cadute dall’alto (75), ritardi e perdita di orientamento. L’escursionismo domina anche qui, con 333 interventi, seguito da attività turistiche e ricreative, raccolta funghi e trail running.

Imponente l’impegno dei volontari: nella XIX Lariana sono stati coinvolti 2.501 soccorritori, per 11.378 ore uomo complessive, distribuite su 1.682 giornate, con la presenza di 209 medici e 777 infermieri.
Domenica 18 gennaio, in tutta Italia, è in programma la giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti tipici della stagione invernale, “SICURI in MONTAGNA d’inverno”, nell’ambito del progetto permanente “Sicuri in montagna” promosso dal CNSAS e dal CAI. Un appuntamento che si inserisce in un contesto di numeri in crescita e che richiama, ancora una volta, alla responsabilità e alla consapevolezza di chi frequenta la montagna.


