La rassegna sarà dedicata a tessere reti di pace attraverso dialogo e giustizia
“Non bisogna lasciarsi vincere dall’inevitabilità della guerra, ma educare alla speranza”
ERBA – “Bisogna partire dalle parole di Papa Leone e metterle in pratica, in questi tempi non basta più solo citarle”. Con questo monito don Ettore Dubini traccia la via da seguire che è alla base delle iniziative del Mese della Pace 2026, giunto quest’anno alla 12^ edizione, che si terrà dal 16 gennaio al 23 febbraio.
Il programma messo in campo da diverse associazioni con a capofila la Caritas Ambrosiana sarà ricco di eventi interessanti che hanno come file rouge proprio il messaggio di Papa Leone XIV condiviso al mondo per la prima volta dalla finestra di Piazza San Pietro il giorno della sua elezione secondo cui bisogna educare ad una pace disarmata e disarmante perché oggi la giustizia e la dignità umana sono continuamente sottoposte agli squilibri di potere tra i più forti.

Giovanna Marelli, referente della Caritas della Comunità pastorale Sant’Eufemia di Erba, spiega che: “L’idea alla base delle iniziative di quest’anno è quella di non lasciarci vincere inevitabilità. Non per forza dobbiamo prepararci a una logica di guerra. Crediamo si può ancora educare e far crescere nelle persone con cui viviamo una logica differente. Dobbiamo dire no al mercato delle armi, e perseguire l’artigianato della pace. Bisogna costruirla un mattone alla volta, mettendo insieme esperienze e punti di vista differenti”.

Il nome della rassegna 2026 sarà “Tessitori di pace“, la ragione è spiegata da uno dei membri del comitato organizzatore, Erminio Fusi: “Ciò che ci ha unito nella preparazione di questa edizione è la speranza di pace. L’unica realtà per tessere dei fili e dei collegamenti in una realtà oggi così travagliata è solo la pace. Non ci rendiamo ancora conto di essere un baratro. Sapere di essere tessitori significa portare avanti una sfida che coinvolge ognuno di noi”
“Ciascuno di noi può inserire dei semi di pace nelle proprie realtà quotidiane. Tessere oggi è un’impresa non da poco, bisogna rendersi conto che una rete è formata da nodi e se si scioglie il nodo non c’è più una rete. Bisogna, quindi, lavorare sui nodi non per scioglierli ma per stare al suo interno e creare così una prospettiva futura diversa per i nostri giovani che dovranno continuare a tessere nodi di pace e speranza”.
La rassegna del Mese della Pace 2026 partirà il 16 gennaio all’oratorio di Maria Immacolata dove ci sarà il primo incontro intitolato “Per una pace disarmata”. Ospiti della serata saranno Marco Tarquinio, europarlamentare e già direttore di Avvenire, e il sociologo Marco Magatti. I due coordinati da Emanuele Fusi aiuteranno il pubblico a comprendere il ruolo dell’Europa in un contesto globale in cui le democrazie sono sotto assedio e i possibili scenari futuri.
Nel secondo appuntamento “Quando il dialogo nasce dal dolore” che si terrà il 21 gennaio due donne, una israeliana e una palestinese, unite dal comune dolore del lutto si confronteranno tra loro sul conflitto israelo-palestinese. L’incontro organizzato dal Parents Circle-Families Forum e condotto da Chiara Zappa, sarà un dialogo in inglese tra le due, in sala ci sarà una traduttrice. L’11 febbraio, invece, ci sarà l’evento “Per una pace disarmante” durante il quale Mauro Valpiana e Martina Pignatti discuteranno del tema della non violenza e della rilevanza economica della guerra insieme a Francesco Vignarca, coordinatore campagne delle Rete Italiana Pace e Disarmo.
Nel quarto appuntamento “Tutto è relazione” del 23 febbraio si rifletterà sul modello predativo della guerra dal punto di vista ambientale e sociale a dieci anni dalla pubblicazione dell’Enciclica di Papa Francesco Laudato Si. I due ospiti che dialogheranno insieme al giornalista Paolo Moretti saranno Paolo Pileri, professore del Politecnico di Milano e don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Cei.
Tutti gli incontri si terranno all‘oratorio Maria Immacolata, mentre gli spettacoli teatrali in calendario il 5 febbraio e il 18 febbraio saranno al Cine Teatro Excelsior. Il primo è uno spettacolo di Claudio Milani intitolato “Racconto alla rovescia“, invece, il secondo è un monologo teatrale interpretato da Christian Poggioni “Apologia di Socrate“. Oltre i sei appuntamenti in programma, ci saranno anche delle collaborazioni con il Cineforum Excelsior con tre proiezioni sul tema della pace: “Un semplice incidente” il 13 gennaio, “La voce di Hind Rajab” il 27 gennaio e “Tutto quello che resta di te” il 10 ferbbraio.


