
Inaugurazione il 21 febbraio alle ore 10, ingresso gratuito fino al 15 marzo in Piazza Garibaldi
L’esposizione, a ingresso gratuito “riporta al centro una delle pagine più alte della Resistenza civile e del movimento antifascista italiano”
TAVERNERIO – “6 marzo 1944. Dalla Fabbrica al Lager” è il titolo della mostra che al Centro Civico di Ponzate riporta l’attenzione su uno dei passaggi più drammatici della storia del territorio comasco: la deportazione degli operai della Tintoria Comense, oggi ricordata come Ticosa, e della Castagna durante il nazifascismo.
L’esposizione, allestita in Piazza Garibaldi, sarà visitabile dal 21 febbraio al 15 marzo con ingresso gratuito. L’inaugurazione è fissata per il 21 febbraio alle ore 10. Successivamente la mostra sarà aperta il sabato dalle 15 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.
L’iniziativa nasce come percorso di memoria e consapevolezza ed è realizzata in collaborazione con il Centro Studi Schiavi di Hitler E.T.S. e con ANPPIA, con il patrocinio del Comune di Como. Un ringraziamento viene rivolto al gruppo dei Volontari Civici di Ponzate per il supporto organizzativo.
La data scelta nel titolo richiama quanto avvenne tra l’1 e l’8 marzo 1944, quando i nazifascisti repressero con durezza i grandi scioperi operai nel Nord Italia, considerati il più vasto movimento di protesta nell’Europa occupata. Le agitazioni, nate da rivendicazioni economiche e da una forte opposizione antifascista, coinvolsero oltre 200mila lavoratori a Torino, Milano, Genova, Como, Firenze e in numerose altre città.
Il 6 marzo 1944, su ordine diretto di Hitler, scattò la rappresaglia: la deportazione di circa il 20 per cento degli scioperanti. Oltre 1.200–1.500 operai furono arrestati e trasferiti in gran parte al campo di concentramento di Mauthausen e nei suoi sottocampi. Molti di loro morirono per fame, malattie, violenze e stenti.
“Ricordare la deportazione degli operai del marzo 1944 significa riportare al centro una delle pagine più alte della Resistenza civile e del movimento antifascista italiano, attraverso una ricostruzione che intreccia storia nazionale e memoria locale”, sottolineano gli organizzatori.



