Secondo quanto ricostruito, l’interlocutore avrebbe raccontato una situazione urgente e delicata, con l’obiettivo di creare ansia e confusione, elementi chiave di questo genere di raggiri. L’anziano, però, non si è lasciato prendere dal panico: ricordando le numerose campagne informative promosse negli ultimi mesi dall’Arma dei Carabinieri proprio per contrastare questo tipo di reati, ha intuito che qualcosa non quadrava e ha deciso di interrompere la conversazione.
Subito dopo ha composto il numero unico di emergenza 112. Dall’altra parte della linea ha risposto un vero carabiniere che, raccolti i dettagli dell’accaduto, ha confermato che si trattava di un tentativo di truffa e che non vi era alcun pericolo reale. Grazie a questa prontezza, l’episodio si è concluso senza danni e senza che il malintenzionato riuscisse nel suo intento.
Il caso rappresenta una dimostrazione concreta dell’efficacia delle iniziative di prevenzione e sensibilizzazione portate avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Como, che da tempo organizza incontri pubblici, diffonde opuscoli informativi e utilizza i canali di comunicazione istituzionali per mettere in guardia soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.
Proprio alla luce di quanto accaduto, l’Arma rinnova l’invito alla cittadinanza — in particolare alle persone anziane e ai loro familiari — a diffidare sempre di richieste di denaro o beni, soprattutto quando arrivano per telefono o a domicilio, e a segnalare immediatamente qualsiasi episodio sospetto. Le Forze dell’Ordine ricordano infatti che non chiedono mai soldi telefonicamente né si presentano a casa per ritirarli.
Un appello che punta a rafforzare una cultura della prudenza e della collaborazione, elementi fondamentali per arginare un fenomeno che continua a colpire in diverse città italiane e che può essere contrastato efficacemente solo attraverso informazione, attenzione e tempestività nel contattare le autorità competenti.