La struttura diretta da Adelmo Antonucci è riferimento per gastroenterico, fegato e pancreas
Al Sant’Anna un modello chirurgico che integra innovazione tecnologica e cure personalizzate. “Conosciamo meglio il nemico e possiamo affrontarlo in modo più intelligente”
COMO – La Chirurgia Generale dell’ospedale Sant’Anna si conferma un punto di riferimento per il trattamento delle patologie oncologiche addominali, con un modello organizzativo che unisce innovazione tecnologica, multidisciplinarietà e personalizzazione delle cure. Dal 2021 la struttura è diretta dal dottor Adelmo Antonucci e può contare su un’équipe di 14 chirurghi, otto dei quali donne, impegnata in particolare nella chirurgia dei tumori del tratto gastroenterico – esofago, stomaco, intestino, colon e retto – oltre che nella chirurgia epatica avanzata e pancreatica.
In questo ambito si inserisce l’attività della Pancreas Unit, struttura multidisciplinare dedicata alla presa in carico completa del paziente, dalla diagnosi alla terapia, che opera in raccordo con la Pancreas Unit Hub di Asst Sette Laghi. Un lavoro di rete che riflette l’evoluzione della chirurgia contemporanea adottata in Asst Lariana, orientata alla riduzione dell’invasività, all’aumento della sicurezza e alla centralità del paziente.
Negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata sulla minimizzazione del trauma chirurgico attraverso l’uso crescente di tecniche laparoscopiche e robotiche. Interventi meno invasivi, incisioni più piccole, minore dolore post-operatorio, degenze ridotte e un recupero più rapido rappresentano i principali benefici di un approccio che mira anche a migliorare gli esiti clinici. La chirurgia robotica, sempre più diffusa, consente una precisione millimetrica grazie alla visione tridimensionale e alla maggiore stabilità dei movimenti. Parallelamente, la chirurgia moderna si fa sempre più personalizzata, integrando dati clinici, genetici e diagnostici per definire percorsi di cura su misura.
“Oggi non basta più dire: ‘c’è un tumore, va operato’ – spiega il dottor Antonucci – È necessario capire quando intervenire e se intervenire subito. Ci sono casi in cui è preferibile iniziare con una terapia farmacologica o radioterapica o con l’immunoterapia, per poi valutare l’intervento in un secondo momento e in funzione della risposta. Altri tumori invece richiedono un’azione immediata. Questo significa avere un approccio più ragionato, più strategico, rispetto a quanto avveniva in passato. Conosciamo meglio il nemico e possiamo affrontarlo in modo più intelligente”.
Un concetto ribadito anche con riferimento alla variabilità biologica delle neoplasie: “Due tumori allo stomaco, ad esempio, possono sembrare simili ma essere completamente diversi per mutazioni genetiche, stadio della malattia, assetto biologico e quindi richiedono terapie mirate alle mutazioni dei geni. E questo cambia completamente il percorso di cura. È fondamentale avere una visione d’insieme e condividere le decisioni con tutte le figure coinvolte: oncologi, radiologi, genetisti, anatomopatologi, gastroenterologi, nutrizionisti. Il paziente viene valutato ogni settimana in incontri multidisciplinari, dove si costruisce un piano terapeutico personalizzato”.
A supporto di questo approccio contribuiscono tecnologie come imaging 3D, realtà aumentata e simulazioni digitali, che consentono di pianificare interventi complessi con un elevato livello di precisione. In linea con gli standard internazionali più avanzati, la Chirurgia Generale applica inoltre i protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), finalizzati a ottimizzare la nutrizione, favorire la mobilizzazione precoce, controllare il dolore e ridurre le complicanze post-operatorie, garantendo un recupero più rapido e sicuro.
Il percorso professionale del dottor Antonucci, chirurgo epatobilio-pancreatico con esperienza internazionale, si è sviluppato in strutture di alto livello come il San Martino di Genova, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e il Policlinico di Monza, oltre a centri di eccellenza in Francia, Austria e Giappone. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è stato tra i primi in Italia a eseguire, nel 1997, un trapianto di fegato con tecnica “split liver”, che consente di trapiantare due riceventi a partire da un unico donatore.
Complessivamente, le équipe di Como e Menaggio afferenti alla Chirurgia Generale del Sant’Anna comprendono Mirella Bianchi, Angel Eduardo Castillo Mendoza, Marisa Cataldi, Fabrizio Cantore, Angelo Maria Calati, Silvia Cattaneo, Giulia David, Marina Gorziglia, Paola Greco, Francesca Maternini, Pasquale Misitano, Paolo Moglia, Giovanni Morabito, Sissi Paleino, Davide Papis, Alberto Pierini, Rachele Rossi e Alberto Vannelli. Fino a un anno fa facevano riferimento alla struttura anche i professionisti del presidio di Cantù, per il quale è stata decisa l’istituzione di una nuova struttura complessa con l’obiettivo di potenziare ulteriormente l’organico sul territorio; il concorso è attualmente in fase di espletamento. “Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutte le colleghe e i colleghi che ogni giorno condividono impegno, sacrificio, competenza e spirito di squadra – sottolinea Antonucci – Il lavoro svolto è il frutto della collaborazione di un gruppo coeso, professionale e fortemente orientato al benessere del paziente”.
Ambulatorio Medico Temporaneo di Ponte Lambro: orari e numeri
Sul fronte dell’assistenza territoriale, è stato intanto attivato un Ambulatorio Medico Temporaneo a Ponte Lambro, nella Casa di Comunità di via Verdi 3, dedicato agli ex assistiti dei dottori Pontiggia, Rivolta Francesco, Alberghina, Carlini e Polti. Il servizio garantisce tutte le prestazioni di competenza del medico di medicina generale, dalle prescrizioni alle visite e ai permessi di lavoro. Il numero di riferimento per fissare gli appuntamenti è il 333/33 58 173. I nuovi orari dell’ambulatorio sono entrati in vigore dal 9 febbraio 2026.




