Ventuno tecnici della Stazione Lario Occidentale impegnati a Plesio in un’esercitazione su neve e terreno misto
Due scenari operativi con diverse attrezzature di trasporto e recupero
PLESIO – Una montagna innevata, un terreno complesso e la necessità di intervenire in sicurezza in ogni condizione: sono questi gli elementi che hanno fatto da cornice all’esercitazione della Stazione Lario Occidentale del Soccorso alpino, appartenente alla XIX Delegazione lariana, andata in scena domenica scorsa sul Monte Grona, nel territorio comunale di Plesio.
Ventuno i partecipanti complessivi, tra tecnici, istruttori e sanitari, impegnati per l’intera giornata in un addestramento mirato a perfezionare le procedure di soccorso su neve e terreno misto, contesti che richiedono particolare attenzione e un’elevata capacità di adattamento operativo.

La giornata è stata strutturata attorno a due distinti scenari di intervento, pensati per simulare situazioni realistiche e complesse, simili a quelle che i soccorritori possono trovarsi ad affrontare durante la stagione invernale.
Nel primo caso si è lavorato sull’evacuazione di un ferito lungo pendii innevati e tratti irregolari, utilizzando differenti sistemi di trasporto. I tecnici hanno impiegato la barella Kong, particolarmente adatta agli spostamenti su terreno accidentato, e la barella Sked, studiata per lo scorrimento sulla neve e capace di garantire stabilità e rapidità di manovra anche in pendenza.
Il secondo scenario ha invece previsto l’utilizzo del sistema Next, un presidio specifico per l’immobilizzazione corretta dell’infortunato in vista del recupero con verricello da parte dell’elicottero. Un passaggio delicato, che richiede precisione assoluta nella preparazione del paziente e nel coordinamento tra le squadre a terra e l’equipaggio aereo.
L’esercitazione ha rappresentato un momento fondamentale di formazione e verifica delle procedure, indispensabile per mantenere elevati gli standard operativi del Soccorso alpino. Ogni manovra è stata eseguita e analizzata nei dettagli, con particolare attenzione alla sicurezza dei soccorritori e della persona simulata come ferita.
Come spesso accade in queste occasioni, alla competenza tecnica si è affiancato lo spirito di gruppo: entusiasmo, collaborazione e passione hanno accompagnato le attività dall’inizio alla fine, confermando il forte legame che unisce i volontari impegnati quotidianamente nel servizio in montagna.

Al termine dell’intensa giornata di lavoro, spazio anche alla convivialità. I partecipanti si sono ritrovati al rifugio di Menaggio per un pasto caldo e qualche momento di relax, occasione preziosa per condividere impressioni, confrontarsi sulle attività svolte e rafforzare ulteriormente il clima di squadra.
Un epilogo semplice ma significativo per una giornata che, ancora una volta, ha dimostrato quanto l’addestramento costante sia la chiave per garantire interventi efficaci e tempestivi in uno degli ambienti più affascinanti ma anche più impegnativi: la montagna in inverno.


