Albavilla

Ad Albavilla torna il rogo della Giubiana

Redazione 25 Gennaio 2026

Albavilla, Attualità

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Sabato 31 gennaio, in località Carcano, con il Gruppo Folklore “I Paisan”

Il programma prevede il Tribunale dell’Inquisizione, la condanna al rogo e uno spettacolo pirotecnico

ALBAVILLA – Ad Albavilla, in località Carcano, torna uno degli appuntamenti più sentiti del calendario tradizionale locale: il rogo della Giubiana. Un rito propiziatorio che affonda le sue radici nella cultura popolare e che, anno dopo anno, continua a coinvolgere una partecipazione numerosa e trasversale, mantenendo vivo un patrimonio collettivo fatto di simboli, gesti e memoria condivisa.

L’iniziativa è promossa dal Gruppo Folklore “I Paisan”, che cura l’organizzazione dell’evento con il patrocinio del Comune di Albavilla. La serata è fissata per sabato 31 gennaio, “nell’ultimo giorno della merla”, quando la comunità si ritroverà attorno al fuoco per rinnovare un gesto carico di significato: bruciare la Giubiana, la vecchia strega che rappresenta i mali del passato, come auspicio di un anno migliore appena iniziato.

Il programma prevede alle ore 21.30 il Tribunale dell’Inquisizione, momento centrale della rappresentazione, che si svolgerà al Parco delle “Due Noci” (Di Dò Nuss), in via per Carcano 71/A. A seguire, la condanna al rogo della Giubiana sarà accompagnata da uno spettacolo pirotecnico. Già dalle ore 19.00, presso la sede del Gruppo “I Paisan”, sarà attiva una struttura ambulante per il servizio ristoro.

Un’attenzione particolare è riservata ai più piccoli. Tutti i bambini di Albavilla e dei paesi limitrofi potranno partecipare consegnando una letterina da imbucare in un apposito contenitore la sera del 31 gennaio. Un gesto simbolico con cui affidare alla Giubiana “tutti i mali e le cose brutte dell’anno appena passato”, che verranno poi bruciati insieme alla strega sul rogo, con l’auspicio che le negatività non si ripetano.

L’appuntamento, dunque, è rinnovato ad Albavilla per una tradizione che continua a parlare al presente, senza perdere il legame con le sue origini, confermandosi come momento di incontro e di identità per l’intera comunità.