Como

San Primo, lo studio di Guglielmin boccia il rilancio dello sci: “Impianto antieconomico”

Redazione 13 Febbraio 2026

Ambiente, Como

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Lo studio commissionato da Simbio e sostenuto da 39 associazioni sarà inviato alle Commissioni regionali

BELLAGIO – A Bellagio torna al centro del dibattito il futuro del Monte San Primo. “E’ assolutamente sconsigliabile l’attuazione di un impianto sciistico per così pochi giorni all’anno”: è la sintesi dei risultati dello studio condotto dal professor Mauro Guglielmin dell’Università degli Studi dell’Insubria, commissionato dall’associazione Simbio in accordo con il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”, che riunisce 39 associazioni.

Nel documento scientifico viene definita insensata e insostenibile la proposta di ripristino degli impianti sciistici sul San Primo. L’analisi prende in esame i dati disponibili relativi ad Alpe Borgo – seppur riferiti a periodi limitati – e quelli di due stazioni ARPA, elaborando una previsione degli scenari climatici per la località sciistica dismessa. Lo studio considera inoltre le scarse precipitazioni nevose registrate negli ultimi anni e valuta la possibilità di ricorrere all’innevamento artificiale.

Dall’analisi emerge un aumento progressivo delle temperature, in particolare nel periodo invernale, anche nel territorio del Triangolo Lariano. In uno dei passaggi centrali si legge: “Si può rilevare come sia assolutamente sconsigliabile l’attuazione di un impianto la cui possibile durata di innevamento programmato potrebbe – anche solo con uno scenario moderato come questo – essere ridotta a non più di 15-17 giorni nel mese di Gennaio che renderebbe assolutamente antieconomico…”.

La conclusione del professor Guglielmin è altrettanto netta: “In conclusione si ritiene che le condizioni climatiche attuali e ancor più quelle future nei prossimi 15 anni e ancor più dopo, non consentano l’innevamento artificiale né la preparazione di piste da sci almeno con le tecnologie tradizionali attuali”.

Lo studio evidenzia anche la limitata disponibilità di dati affidabili, elemento che secondo i promotori segnala una conoscenza incompleta del territorio e un’approssimazione nell’impiego di fondi pubblici. Viene sottolineato, in particolare, come all’Alpe di Borgo – area in cui si ipotizza la realizzazione degli impianti di innevamento artificiale – la Comunità Montana Triangolo Lariano sia proprietaria di una stazione meteorologica potenzialmente in grado di fornire dati di qualità, ma inattiva da 18 anni. Nel progetto di fattibilità, già approvato dalla Comunità Montana e dal Comune di Bellagio, non vi sarebbe menzione né della stazione meteorologica né delle previsioni climatiche future.

Alla luce di questi elementi, il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” annuncia che chiederà alla Regione Lombardia di utilizzare lo studio commissionato da Simbio per una revisione del progetto, ritenuto economicamente non sostenibile e anacronistico. Dopo l’audizione dello scorso ottobre, nei prossimi giorni il Coordinamento trasmetterà lo studio alle Commissioni Ambiente e Territorio del Consiglio regionale, sollecitando il Pirellone a rivedere l’ipotesi di rilancio dello sci sul Monte San Primo.

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