Contestata l’assenza di studi sulla viabilità e l’impatto su residenti e commercianti
Secondo i firmatari il progetto sarebbe “svincolato da una progettualità urbanistica, viabilistica e commerciale del centro cittadino”
ERBA – Un appello formale indirizzato al sindaco, alla Giunta e ai capigruppo consiliari del Comune di Erba, con copia al Prefetto di Como, per chiedere di fermare l’esecuzione di una delibera comunale già approvata. È quanto hanno depositato al Comune di Erba i portavoce del Coordinamento spontaneo Comitati cittadini B.A.S.E., che mettono nero su bianco le proprie contestazioni sul progetto di riqualificazione urbana di corso XXV Aprile.
Il documento, protocollato il 29 gennaio scorso, prende le mosse dalla delibera di Giunta comunale n. 247 del 2 ottobre 2025, avente per oggetto l’“approvazione del progetto esecutivo per la riqualificazione urbana corso XXV Aprile”, firmata “in calce” dal sindaco Mauro Caprani e dal segretario generale avv. Giovanni Antonio Cotrufo.
A sottoscrivere l’atto sono Loris Galliani, Vittorio Calastri, Matteo Pellizzoni e Francesco Lo Castro, in qualità di portavoce dei comitati cittadini aderenti al coordinamento (in ordine, via Leopardi, via Adua, Comiato Genitori Liceo Galilei e via Diaz).
Nel merito, i comitati “esortano” l’amministrazione a non dare esecuzione alla predetta delibera, sostenendo che non risulterebbero avviati “studi e analisi consequenziali” sulla successiva viabilità derivante dalla nuova riqualificazione urbanistica e viabilistica. Secondo quanto scritto, tale intervento, “ad avviso degli scriventi”, potrebbe causare “seri problemi e danni ai cittadini di Erba ed ai commercianti con attività prospicienti il Corso”.
Nel documento viene inoltre richiamata una raccolta di 838 firme di cittadini erbesi, protocollata presso il Comune di Erba in data 17 dicembre 2025, contenente la richiesta di sospensione del progetto e di una sua rideterminazione. Per il coordinamento si tratterebbe di una “concreta prova dei dubbi della cittadinanza sull’utilità del progetto”, che – si legge ancora – sarebbe stata “ad oggi del tutto disattesa dall’Amministrazione erbese”.
Un ulteriore punto sollevato riguarda l’impostazione complessiva dell’intervento, che secondo i firmatari risulterebbe “svincolato da una progettualità urbanistica, viabilistica e commerciale del centro cittadino”, area nella quale “sussistono aree industriali che saranno soggette, per espresso formale impegno del Sindaco, ad abbattimento entro il 2026 e successiva riqualificazione”, richiamando la normativa prevista dalla legge regionale n. 12/2005.
L’appello si chiude con una presa di posizione netta sul piano delle responsabilità: viene precisato che “ogni ed eventuale situazione critica e di danno” che dovesse manifestarsi a seguito dell’attuazione del progetto contestato, con danni a persone e/o cose, vedrà ritenuti responsabili “i membri della Giunta che hanno approvato detto progetto”.
