Como

Sant’Anna certificato EUSP per il tumore alla prostata, centro d’eccellenza europeo

Lorenzo Colombo 4 Febbraio 2026

Como, Sanità

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Certificazione Urologia al Sant'Anna
Il prof. Bozzini con la sua equipe

La struttura diretta da Giorgio Bozzini riconosciuta come Host Center formativo per cinque anni

“Siamo l’unico centro in Italia ad aver ricevuto ben quattro certificazioni EAU”, sottolinea Bozzini

COMO – La Struttura complessa di Urologia dell’ospedale Sant’Anna ottiene un nuovo riconoscimento internazionale e rafforza il proprio ruolo nel panorama urologico europeo. Il reparto diretto dal dottor Giorgio Bozzini ha infatti conseguito la EUSP Host Center Certification per il trattamento del tumore alla prostata, attestazione rilasciata dalla European Association of Urology e dall’European Board of Urology nell’ambito dell’European Urological Scholarship Program.

La certificazione, valida per cinque anni a partire da febbraio 2026, riconosce la struttura come centro formativo di eccellenza per urologi europei e come riferimento per qualità delle cure, attività di ricerca e formazione specialistica. Un traguardo che si inserisce in un percorso già consolidato: la Struttura di Urologia dell’ospedale Sant’Anna aveva infatti ottenuto, sempre in ambito EUSP, altre tre certificazioni come Host Center per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, della calcolosi renale e del carcinoma uroteliale.

Siamo l’unico centro in Italia ad aver ricevuto ben quattro certificazioni EAU per il trattamento specialistico delle principali patologie urologiche”, sottolinea Bozzini. L’attività clinica del reparto copre un ampio spettro di condizioni, che comprende i tumori di prostata, vescica e rene, l’ipertrofia prostatica benigna, la calcolosi urinaria, l’incontinenza urinaria, le disfunzioni sessuali maschili e le patologie andrologiche e testicolari.

“Le certificazioni ottenute riguardano l’intero spettro delle malattie urologiche – aggiunge il primario di Asst Lariana – ma anche la chirurgia ricostruttiva, le tecniche laparoscopiche e robotiche, con un’attenzione particolare agli approcci diagnostici e terapeutici più innovativi, a conferma del valore dell’attività clinica, della formazione e della ricerca portata avanti dal nostro centro”. Bozzini evidenzia come il risultato sia frutto di un lavoro corale: “Questo riconoscimento è il risultato di un autentico lavoro di squadra e ottenerlo anche per il trattamento del tumore alla prostata è motivo di grande soddisfazione”. Tre, secondo il direttore, i pilastri che hanno sostenuto il percorso: “la solidità dei numeri, ovvero una casistica ampia e consolidata; la presenza costante nella letteratura scientifica internazionale, a garanzia della qualità della ricerca; e l’ampiezza dell’offerta terapeutica, supportata dall’impiego di tecnologie all’avanguardia”. “Sono davvero orgoglioso della mia équipe – conclude – questo traguardo riconosce l’impegno fin qui profuso e ci stimola a guardare avanti, verso nuovi obiettivi”.

Un apprezzamento arriva anche dalla direzione sanitaria. “Il riconoscimento ottenuto è motivo di soddisfazione e conferma la qualità e la solidità del lavoro svolto nel tempo dalla Struttura di Urologia. Si tratta di un risultato che valorizza l’impegno clinico, formativo e scientifico portato avanti all’ospedale Sant’Anna”, commenta la dottoressa Brunella Mazzei, direttore sanitario di Asst Lariana.

Il riconoscimento si inserisce in un contesto epidemiologico rilevante. Il tumore della prostata rappresenta la neoplasia più frequente tra gli uomini in Italia. Secondo il rapporto AIOM-AIRTUM “I numeri del cancro in Italia”, nel 2024 si stimano circa 40.192 nuove diagnosi. Nonostante l’elevata incidenza, il carcinoma prostatico presenta generalmente una prognosi favorevole se individuato precocemente: la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi raggiunge il 91%, uno dei valori più alti tra le patologie oncologiche, anche in considerazione dell’età mediamente avanzata dei pazienti. Nel nostro Paese si stima che circa 485 mila uomini convivano con una diagnosi di tumore alla prostata. L’aumento dei casi osservato negli ultimi anni è attribuito in parte alla maggiore diffusione del test del PSA, esame del sangue utile per l’identificazione precoce della malattia, pur non essendo sufficiente da solo a porre diagnosi, che resta affidata alla biopsia prostatica come unico esame in grado di confermare la presenza di cellule tumorali nel tessuto prostatico.