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Chiasso. Non dichara gioelli per il valore di 141mila euro. Fermata dalla GdF

Redazione 30 Gennaio 2026

Como, Cronaca

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La donna, residente a Dubai e iscritta all’AIRE, viaggiava in treno con il marito verso Milano

Per svincolare la merce, tra diritti evasi, iva e sanzione la donna dovrà sborsare 41mila euro

CHIASSO – Alla stazione internazionale di Chiasso un controllo di routine ai valichi di confine si è trasformato in un sequestro di gioielli dal valore rilevante. Nei giorni scorsi, il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del Distaccamento territoriale di Ponte Chiasso, insieme ai finanzieri del Gruppo Ponte Chiasso, ha fermato una cittadina italiana trovata in possesso di monili per un valore complessivo superiore a 140 mila euro.

Chiasso GDF gioielli

La donna, iscritta all’AIRE e residente a Dubai, viaggiava su un treno diretto a Milano ed era accompagnata dal marito, anch’egli residente all’estero e iscritto all’AIRE. Poco prima del controllo, presso gli uffici della dogana elvetica di Chiasso, la viaggiatrice aveva completato le procedure tax-free per ottenere il rimborso dell’IVA svizzera sui beni acquistati oltreconfine. Secondo quanto ricostruito, però, i gioielli non sono stati dichiarati alle autorità doganali italiane presenti nella stazione internazionale prima dell’ingresso nel territorio dello Stato.

Il tentativo di eludere le procedure di corretta immissione di merce di valore superiore alle franchigie nel territorio unionale non è passato inosservato. I finanzieri in servizio di vigilanza hanno segnalato la situazione al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dell’ufficio Viaggiatori, consentendo di individuare i due coniugi già saliti a bordo del primo treno utile verso l’Italia. Alla domanda di rito sull’eventuale presenza di valuta o merce da dichiarare, la donna ha risposto di non avere nulla al seguito.

Chiasso GDF gioielli

La dichiarazione è apparsa incoerente e ha spinto gli operanti ad approfondire il controllo. All’interno dello zaino della viaggiatrice è stato rinvenuto un vero e proprio “tesoro”: due preziosi girocollo, il cui valore complessivo supera i 140 mila euro. A quel punto è scattata la contestazione della violazione amministrativa prevista dall’articolo 79 del decreto legislativo 141 del 2024, relativa al contrabbando per infedele dichiarazione. La normativa prevede il pagamento dell’intero ammontare dei diritti evasi, tra dazio e IVA, oltre alla sanzione applicata nei minimi edittali. L’importo complessivo supera i 41 mila euro, somma necessaria per poter procedere allo svincolo della merce.

L’episodio si inserisce nel quadro dell’attività di presidio e controllo rafforzata ai confini con la Svizzera, proseguita senza soluzione di continuità anche con l’inizio del nuovo anno.

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