ERBA/MILANO -L’associazione giovanile Lo Snodo è intervenuta giovedì 15 gennaio all’Università degli Studi di Milano, presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, per raccontare la propria esperienza.
L’iniziativa si inserisce nel progetto di ricerca MAYBE, promosso dall’Università di Milano con il supporto di Fondazione Cariplo e in collaborazione con AnciLab e spsTREND, e ha rappresentato un momento di confronto tra ricerca accademica, istituzioni ed esperienze territoriali sulle sfide che le giovani generazioni affrontano oggi nel percorso verso l’età adulta.

“La mattinata ha visto la presentazione di dati e ricerche sulle transizioni giovanili in Lombardia, insieme a riflessioni su politiche pubbliche, empowerment giovanile e programmazione collaborativa – spiega l’associazione – Nella seconda parte dell’evento, dedicata al dialogo con gli attori e le esperienze nei territori, Lo Snodo è stato invitato a portare il punto di vista di un’associazione giovanile radicata in un contesto locale, raccontando il lavoro svolto sul Territorio Erbese negli ultimi anni”.
L’esperienza de Lo Snodo è stata presentata come esempio di spazio di partecipazione e produzione culturale, capace di coinvolgere attivamente i giovani, valorizzarne le competenze e favorire percorsi di cittadinanza attiva, aggregazione e crescita personale. Un contributo che ha dialogato con quello di amministratori pubblici, reti informagiovani, imprese e altre realtà associative lombarde.
“Essere invitati all’Università degli Studi di Milano per raccontare l’esperienza de Lo Snodo è motivo di grande soddisfazione“, commenta Simone Pelucchi, presidente dell’associazione – È un riconoscimento importante del lavoro costruito nel tempo sul Territorio insieme a tanti giovani e alla comunità locale. Portare la voce di un’associazione giovanile in un contesto universitario e di ricerca significa dimostrare che anche le esperienze locali possono contribuire in modo concreto al dibattito sulle politiche giovanili“.

“Il nostro impegno è continuare a costruire uno spazio aperto, inclusivo e generativo, in cui i giovani possano sentirsi protagonisti e non semplici destinatari di progetti. Occasioni come questa rafforzano la convinzione che investire sui giovani e sui territori sia una scelta fondamentale per il futuro” conclude Pelucchi.


