
Installati cinque sensori per la misurazione della temperatura negli ambienti ipogei dell’Alpe del Vicerè
“La prima stazione UCC in Lombardia”, spiegano Alessandro Marieni e Alex Chiesa, resa possibile dal lavoro congiunto di più associazioni
ERBA – Il Buco del Piombo entra ufficialmente nella rete del Progetto UCC – Underground Climate Change – con l’installazione di una stazione di monitoraggio completata nel dicembre 2025. Si tratta di un passaggio rilevante per il sito carsico dell’Alpe del Vicerè, che diventa così parte di un progetto di ricerca internazionale avviato nel 2023 e dedicato allo studio del cambiamento climatico nei sistemi sotterranei.
Il Progetto UCC concentra le proprie attività sulla raccolta di dati storici relativi alle temperature degli ambienti ipogei, laddove disponibili, e soprattutto su campagne di misurazione diretta in grotta, attraverso l’installazione di sensori in siti ritenuti idonei. Al Buco del Piombo l’operazione è stata curata dagli speleologi della Sezione CAI di Erba, che hanno applicato il protocollo recentemente aggiornato dal progetto.

Il primo sensore è stato collocato nell’androne d’ingresso, in posizione protetta dall’irraggiamento solare diretto e distante dal principale flusso di aria che interessa l’ipogeo, con l’obiettivo di fornire dati di riferimento utili alla lettura della meteorologia dell’area. Gli altri quattro sensori sono stati invece installati nello stesso punto, a circa 400 metri dall’ingresso. In questo caso le sonde sono state posizionate con modalità differenti: una in un contenitore che raccoglie l’acqua di stillicidio proveniente dal soffitto, una in aria libera, una inserita in un foro nella roccia profondo 10 centimetri e l’ultima in un foro di 40 centimetri. I fori sono stati sigillati con schiuma espandibile, sia per fissare le sonde sia per preservare il microclima interno.
La scelta del punto per la stazione interna è stata determinata da diversi fattori: la presenza di acqua di stillicidio, una conformazione naturale che protegge l’area da eventuali piene e dal principale flusso d’aria dell’ipogeo, oltre alla relativa facilità di accesso per gli speleologi incaricati delle operazioni. I protocolli del Progetto UCC prevedono infatti lo scarico dei dati due volte l’anno, per un periodo che potrebbe estendersi fino a dieci anni. Non a caso, gran parte dei siti attivi in Italia è rappresentata da grotte turistiche; al Buco del Piombo, per evitare alterazioni termiche dovute al passaggio dei visitatori, la stazione è stata posizionata oltre cento metri al di là del limite del percorso turistico.

A illustrare il significato dell’iniziativa sono Alessandro Marieni e Alex Chiesa, rispettivamente referente del Progetto UCC per lo Speleo Club CAI Erba e presidente dell’Associazione Guide Buco del Piombo e della Valle Bova: “La realizzazione della stazione di monitoraggio al Buco del Piombo, la prima posta in essere nel territorio lombardo, è stata resa possibile dalla collaborazione tra diverse associazioni interessate. Inanzitutto Speleo Club CAI Erba, capofila dell’iniziativa, i cui speleologi si sono fatti carico della messa in opera e si occuperanno del recupero dei dati, quindi l’Associazione Guide Museo Buco del Piombo e della Valle Bova e Federazione Speleologica Lombarda entrambi soggetti che hanno patrocinato onerosamente l’iniziativa. Particolarmente significativa in questo ambito è la stretta collaborazione tra gli speleologi e le guide ambientali che gestiscono le visite turistiche del sito. Benchè, per sua stessa natura, l’approccio all’ambiente ipogeo sia differente, il progetto ha suscitato interesse in entrambe le parti. Gli speleologi vedono in esso la possibilità di proseguire le ricerche scientifiche del sistema carsico dell’Alpe del Vicerè; le guide, oltre all’interesse scientifico, trovano un ulteriore spunto di interesse per quanto riguarda la visita turistica del sito stesso”.

Nel settembre 2025 gli speleologi dello Speleo Club CAI Erba hanno inoltre pubblicato il volume fotografico “Del Buco del Piombo e di altre storie” (Pubblinova Edizioni Negri), che raccoglie e aggiorna decenni di conoscenze maturate nell’area dell’Alpe del Vicerè. Un’area che ospita gli ingressi di oltre 50 cavità naturali e in cui si sviluppa il Complesso dell’Alpe del Vicerè, con più di sette chilometri di sviluppo e un dislivello complessivo vicino ai 100 metri, comprendente le grotte Lino, Stretta, Solaio e lo stesso Buco del Piombo.
Per quanto riguarda le visite turistiche, dopo il buon riscontro delle ultime due stagioni, la riapertura del sito è prevista in primavera. La pausa invernale continuerà a essere osservata anche in futuro, a tutela dell’ambiente e delle specie che lo abitano. La data esatta non è ancora stata fissata, ma sarà compresa tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Le visite resteranno possibili esclusivamente su prenotazione, mentre ulteriori informazioni sul Progetto UCC sono disponibili sul sito ufficiale dell’iniziativa.
