Barbara Pirovano e Carlo Colombo Porro confermano la disponibilità a guidare il paese in caso di vittoria del “No” in due separate
Mentre il dibattito sulla fusione si scalda prendono vita nuovi possibili scenari per il dopo Mauri
LAMBRUGO – Manca poco meno di un mese al referendum consultivo del 17 maggio che decreterà o meno la fusione tra i comuni di Lambrugo e Lurago d’Erba. Non solo si scalda anche la campagna elettorale a favore del Si o del No, ma anche quella per le future elezioni amministrative.
Con la vittoria del Sì le due amministrazioni attualmente in carica nei due comuni decadrebbero e di conseguenza arriverebbe un Commissario straordinario che traghetterà il nuovo ente a nuove elezioni al primo turno elettorale utile in primavera. Nei giorni scorsi era ventilata la possibilità che l’attuale sindaco di Lurago d’Erba, Davide Colombo, avrebbe potuto mettersi a capo di una lista univoca post vittoria del Si, ma interpellato telefonicamente, ha sconfessato questa ipotesi: “Primo è troppo presto per pensarci adesso. Bisogna concentrarsi sul referendum e su tutto il processo che ci sarà o meno in seguito. Non abbiamo ancora parlato di questa possibilità anche coi rappresentanti di Lambrugo. Penso che prima bisognerà fare una lista univoca e poi scegliere il candidato. Potrebbero esserci sì alcuni componenti delle attuali amministrazioni ma anche nuove figure”.
Se invece dovesse vincere il No, la situazione sarebbe molto più aperta in particolare a Lambrugo perché il mandato del sindaco Mauri termina tra poco più di un anno, primavera 2027, e lo stesso primo cittadino ha a più riprese dichiarato che non avrebbe fatto più di un mandato. Mentre, a Lurago, il mandato di Colombo proseguirebbe fino al 2028 visto che l’attuale Amministrazione è stata eletta appena tre anni fa, a maggio 2023.
È naturale, quindi, che oltre a esprimersi sul Sì o sul No, i cittadini, soprattutto a Lambrugo, si stiano facendo domande anche su quello che potrebbe essere il futuro post referendum. Due i nomi che sembrano essere più accreditati come possibili futuri candidati sindaci: quello di Carlo Colombo Porro, che sta guidando il “Comitato moderato del no” e quello di Barbara Pirovano, ex assessore della giunta Mauri che si è dimessa ad agosto 2025 proprio perché contraria al progetto di fusione.

Contattata telefonicamente, Pirovano ha confermato la sua disponibilità per il futuro come possibile candidata a Sindaco: “È vero e lo dico senza problemi perché non c’è nulla da nascondere. Non so come andrà il voto di maggio, in ogni caso in questi mesi ci sono stati cittadini che mi hanno contattato per capire se potrei esserci o meno nel caso dovesse vincere il No. Visto che non ho mai fatto mistero sul fatto che mi sarei impegnata ancora volentieri in Amministrazione ho dato la mia disponibilità. In questi dieci anni di impegno politico ho dato sempre il massimo per il mio comune e ho trovato la mia dimensione nella realtà amministrativa dove sono cresciuta tantissimo grazie alle varie esperienze fatte. Poi in questi anni ho creato rapporti umani importanti e messo sul tavolo idee e proposte che mi piacerebbe portare avanti”.
L’ex assessore allo sport, cultura, tempo libero e associazioni non ha mai nascosta di essere contraria al progetto di fusione con Lurago d’Erba ma dopo le sue dimissioni non si è più esposta pubblicamente per il No: “Non faccio parte di nessun Comitato che si è formato in questi mesi e non torno sull’argomento fusione. Credo che le mie dimissioni siano bastate a chiarire cosa ne penso. Quando mi sono dimessa, ho detto che avrei fatto un passo indietro e così è stato. Non ci sono questioni in sospeso con l’attuale amministrazione con cui ho lavorato benissimo in questi quattro anni”.
“Ci tengo solo a dare un consiglio a tutti i cittadini: votare nel merito del progetto e di non soffermarsi su personalismi o sulle antipatie e simpatie nei confronti di chi si è esposto in un senso o nell’altro. Questo voto è molto importante e vale lo sforzo di impegnarsi un minimo ad approfondire per farsi un’idea e prendere una decisione con cognizione di causa. In questi mesi se ne sono sentite tante, anche che alcuni voterebbero Sì solo perché non ci sarebbero candidati sindaci a Lambrugo o comunque alternative valide. Non è così.”
“Posso assicurare che ci sono persone perbene che hanno voglia di impegnarsi e che mi accompagnerebbero in questo nuovo percorso, quindi le alternative ci sono. Non sono questi i presupposti su cui basarsi per andare a votare quindi mi auguro che sia prima di tutto un voto consapevole da parte di tutti: questa è la cosa più importante in assoluto”.

Un altro papabile nome come futuro sindaco di Lambrugo è quello di Carlo Colombo Porro che si è mosso subito per esprimere la sua contrarietà al processo di fusione fondando il comitato TeniamoLambrugo. L’attuale presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri provinciale di Como, contattato telefonicamente, conferma questa possibilità: “In caso vincesse il No, ho già una squadra di gente volenterosa pronta da tempo a lavorare per il bene del paese. Sono pronto a spendermi in politica con l’ambizione di valorizzare la storia, le tradizioni e l’identità del comune a cui appartengo da ben quattro generazioni. Metterei in campo le mie competenze professionali per dare la possibilità a Lambrugo di crescere a tutti i livelli comunale, provinciale e regionale imbastendo dei colloqui con le varie parti politiche. Sarebbe certamente una lista civica basata sul lavoro di squadra e sulla voglia di agire per l’interesse collettivo”.
“Sono fiero di essere lambrughese e come ho più volte ribadito l’attuale amministrazione, senza minoranza, ha avviato un processo per svendere il paese per quattro soldi senza tener conto delle 400 firme che sono state raccolte contrarie alla fusione e di tutte le persone che qui hanno radici profonde. È, inoltre, opportuno ricordare che, nonostante il Comitato del Si – non formalmente costituito e rappresentato di fatto dal Sindaco di Lambrugo – utilizzi il ruolo e gli strumenti dell’Amministrazione per orientare l’opinione pubblica. Ciò che viene detto non è legge e non rappresenta una decisione già presa. La scelta spetta solo ai cittadini quali sono e non sudditi!”
“Proprio per questo è fondamentale che ciascuno, e in particolare chi crede nel No, vada a votare ed eserciti pienamente il proprio diritto. Dire No significa difendere Lambrugo, la propria identità e il proprio futuro. Significa rimettere al centro la volontà dei cittadini e chiudere una demotiva parentesi amministrativa che dura ormai da troppo tempo”.
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