ERBA – Un gesto che ferisce non solo un edificio, ma un intero territorio e la sua memoria collettiva. Nei giorni scorsi la chiesetta di Santa Rita all’Alpe del Vicerè, sopra Erba, è stata oggetto di atti vandalici che hanno suscitato sdegno tra i frequentatori della montagna e tra coloro che, da anni, si impegnano per la cura della Valle Bova.

La piccola cappella, incastonata tra i boschi e meta di escursionisti e fedeli, rappresenta da tempo un luogo di sosta, preghiera e identità per chi percorre i sentieri dell’area. A prendersene cura è la Cooperativa di Rimboschimento Valle Bova, che oltre alla manutenzione dei boschi circostanti si occupa della conservazione della chiesetta come spazio a servizio della collettività.
«Il biasimo per questi gesti è profondo – afferma Ismaele Pozzoli, presidente della cooperativa –. Si tratta di atti compiuti da chi non ha rispetto per il territorio e per l’impegno di chi lo custodisce. Ma proprio da questo nasce anche un’esortazione: chi ama davvero la montagna deve frequentarla, viverla e contribuire, per quanto possibile, alla sua tutela».

Nonostante l’episodio, l’associazione guarda avanti e rilancia il proprio impegno. È in fase di candidatura al bando del GAL Lago di Como un progetto di sistemazione della strada di accesso all’Alpe del Vicerè, con l’obiettivo di rendere più fruibile e valorizzato il percorso verso la chiesetta. L’intervento punta a rafforzare il ruolo del sito come testimonianza culturale e spirituale del paesaggio montano sopra Erba e, più in generale, della Valle Bova.
L’appello lanciato dalla cooperativa è rivolto a escursionisti, volontari e comunità locali: presidiare i luoghi, frequentarli con rispetto e sentirli propri è la prima forma di difesa contro degrado e incuria.

In un contesto naturale di grande valore, dove storia, fede e ambiente si intrecciano, la chiesetta di Santa Rita continua a rappresentare un punto di riferimento. Gli atti vandalici non ne cancellano il significato, ma ricordano quanto sia fragile il patrimonio diffuso delle montagne e quanto sia necessario un impegno condiviso per custodirlo.