ERBA – “Oggi siamo qui a presentare il percorso della Scuola di Cittadinanza Attiva Territoriale (SCAT), un progetto che l’Associazione Lo Snodo in collaborazione con la Rete Confluenze, con il Centro Servizi Volontariato e con le scuole del territorio porta avanti da tre anni”, così Simone Pelucchi, Presidente de Lo Snodo, ha aperto la conferenza tenutasi ieri pomeriggio, giovedì, presso la sede dell’associazione, per fare il punto della situazione circa la conclusione della terza edizione del progetto.

L’incontro si è aperto con un’intervista a tre giovani che hanno partecipato al percorso di quest’anno: Anna Sironi, Alice Merlini e Thomas Nicolodi, i quali hanno portato la propria esperienza vissuta all’interno dell’iniziativa e l’impatto che questa ha avuto sul loro modo di guardare il territorio.

I numeri dell’edizione confermano la solidità del progetto: 49 studenti e studentesse iscritti al percorso pomeridiano e 40 partecipanti a “Mani in pasta”, il percorso esperienziale che ha permesso ai ragazzi di svolgere attività concrete di volontariato all’interno di alcune realtà della Rete Confluenze. Tra queste: Banco di Solidarietà, Emporio Alimentare, Emporio del Vestire, Accoglienza, Scuola di Italiano, Supporto allo Studio, Links, Manitese, Melograno, Shongoti, Trapeiros e Tricheco.
“Un’elemento significativo di questa edizione – sottolinea Simone Pelucchi – è stato anche il riconoscimento del percorso come Formazione Scuola – Lavoro (ex PCTO), grazie alla collaborazione con CSV Insubria, permettendo così di valorizzare l’esperienza anche all’interno del percorso scolastico degli studenti“.
Dopo l’intervento dei ragazzi, si sono alternati gli interventi degli enti coinvolti: Alessandro Ghezzi, professore del Liceo Carlo Porta di Erba, ha dichiarato: “In questi anni abbiamo visto crescere il progetto in modo significativo. Credo sia fondamentale continuare a costruire insieme percorsi come questo. Come scuola continueremo a esserci, perché iniziative di questo tipo rappresentano un’opportunità concreta di crescita per i ragazzi”.
Luigi Colzani, Presidente di CSV Insubria, ha sottolineato: “Uno degli aspetti più importanti della SCAT è la capacità di creare rete tra associazioni e realtà del territorio. Mettersi insieme significa superare l’individualismo e costruire collaborazioni concrete, soprattutto quando si parla di giovani e partecipazione”.

Patrizia Magretti, Direttrice dell’Azienda Erbese Servizi alla Persona, ha evidenziato: “Progetti come questo sono fondamentali perché partono dalle scuole e riescono a raggiungere anche quei ragazzi che vivono nei paesi più isolati, offrendo occasioni di incontro, confronto e partecipazione che spesso nei piccoli territori mancano”.
In ultimo, è intervenuta da remoto Arianna Mazzotti in rappresentanza della Fondazione Cristina Mazzotti, la quale ha ricordato la storia di Cristina, vittima innocente di mafia: “Abbiamo scelto di sostenere la SCAT perché crediamo nel valore di un progetto che offre ai ragazzi occasioni concrete di protagonismo, partecipazione e crescita personale”.
“Il progetto si conclude con la consapevolezza di aver consolidato un metodo di lavoro territoriale fondato sulla collaborazione tra scuole, associazioni e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare nei giovani un ruolo sempre più attivo nella comunità. In questa terza edizione abbiamo visto crescere ancora di più la partecipazione, l’entusiasmo e soprattutto la consapevolezza dei ragazzi coinvolti. Per noi la SCAT è un progetto molto importante perché riesce a creare occasioni concrete di incontro, formazione e cittadinanza attiva”, conclude Simone Pelucchi.
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