Celebrazioni e riflessioni sulla cura dell’ambiente promosse dalla Comunità pastorale Sant’Eufemia
Riferimenti ai messaggi pontifici sul legame tra conflitti armati e degrado ecologico
ERBA – “Questa giornata è un’occasione per riflettere sul dono della natura. Siamo nella casa di Dio e a Lui chiediamo perdono per tutti gli attentati al creato di cui siamo responsabili, quando invece che esserne custodi ne diventiamo predoni”. Con questa invocazione don Ettore Dubini, vicario della Comunità pastorale Sant’Eufemia di Erba, ha introdotto la Messa celebrata al Rifugio Cacciatori. Con la funzione la comunità ha ricordato la Giornata mondiale di preghiera per la Cura del Creato.

Al folto gruppo di fedeli giunti appositamente si sono aggiunte comitive imbattutesi casualmente nel rito. Altre persone, dirette verso diverse mete, sono transitate dallo spiazzo in atteggiamento raccolto e rispettoso. Nella sua omelia don Ettore ha fatto riferimento al messaggio per la Giornata. Il testo mette in guardia dall'”accelerazione distruttiva” con cui l’uomo ha compromesso l'”equilibrio armonioso” della natura, come dimostrano i recenti eventi catastrofici.
Nel corso dell’intervento è stato sottolineato anche il legame tra i conflitti armati e il deterioramento ambientale. “Non possiamo custodire il creato se continuiamo a fare guerre. Il cambiamento è possibile”, ha ribadito don Ettore. Il sacerdote ha citato l’esempio virtuoso del Bosco delle Querce di Seveso. I terreni devastati dalla fuoriuscita di diossina sono stati bonificati e trasformati in una risorsa ambientale. L’area è meta di visite per persone e famiglie, e recentemente è stata percorsa – nel cinquantenario del disastro dell’Icmesa – dall’arcivescovo Mario Delpini e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Al termine della funzione don Ettore ha ceduto la parola ad Angelo Garofoli, memoria storica del territorio e cultore delle tradizioni locali. Garofoli ha ricordato il passato, quando la zona circostante il rifugio era ricca di prati e boschi. I contadini di Crevenna, Buccinigo, Erba e Albavilla vi si approvvigionavano di fieno e legna, trasportati a valle su carri trainati da buoi. “All’epoca ero ragazzino – ha raccontato Garofoli – e il giovedì, giorno di vacanza da scuola, anch’io ero coinvolto. Con i miei coetanei portavo il pranzo agli uomini impegnati nel lavoro”.

Dopo la Messa molti presenti si sono fermati a pranzo al rifugio. Insieme ai gestori Bruno e Laura Leoni è emerso il desiderio di rendere permanente questa celebrazione, fissata per la prima domenica di settembre, anche negli anni futuri.
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