Il piano per l’area ex Enel passa in consiglio comunale con l’appoggio di parte della minoranza
Il Coordinamento Base critica la scelta dei democratici
ERBA – Via libera in consiglio comunale al progetto per le aree dismesse di via Fiume (che interessa in particolare gli spazi dell’ex Enel, dell’ex Gasfire e dell’ex Molino Mottana) ma l’approvazione dello stralcio funzionale del piano urbanistico, avvenuta il 27 febbraio, ha aperto un nuovo fronte politico. Determinante il voto favorevole di una parte del PD, che ha sostenuto la maggioranza e scatenato le critiche delle altre opposizioni.
A intervenire nel merito del progetto sono stati i consiglieri di Erba Civica, Giovanna Marelli e Michele Spagnuolo, che hanno ricordato come la lista degli immobili dismessi di via Fiume da abbattere o riqualificare fosse stata approvata già nell’ottobre del 2023, con il voto favorevole della maggioranza e il parere contrario della minoranza.
I due consiglieri spiegano di aver depositato il 17 febbraio un’istanza indirizzata al sindaco Mauro Caprani, chiedendo che durante il consiglio comunale del 27 febbraio venisse presentato il progetto relativo all’area ex Enel e all’ex cabina Enel, con l’obiettivo di poter avviare un confronto pubblico sulle linee progettuali.
Secondo quanto riferito dagli esponenti della lista civica, la risposta sarebbe arrivata soltanto a ridosso della seduta consiliare, con una comunicazione che rimandava alla pubblicazione degli atti sull’albo comunale, ritenendo la richiesta non accoglibile. Una scelta che, secondo Marelli e Spagnuolo, rappresenterebbe «un ulteriore atto di chiusura al confronto e al dibattito».
Nel merito della proposta urbanistica, Erba Civica critica in particolare lo stralcio funzionale del piano, sostenendo che l’intervento rischi di frammentare un’area che dovrebbe invece essere oggetto di una progettazione complessiva. Secondo i consiglieri, le aree ex Enel, ex Gasfire ed ex Molino Mottana costituiscono infatti un sistema urbanistico unitario che richiederebbe una visione integrata, piuttosto che una successione di progetti separati.
Nel piano delle regole, ricordano, sono previste indicazioni precise che riguardano non solo accessi, parcheggi e sottoservizi, ma anche la realizzazione di spazi pubblici, percorsi pedonali e ciclabili, aree verdi e una piazza pubblica, oltre al recupero dell’edificio di archeologia industriale dell’ex Gasfire per attività culturali.
Da qui la richiesta di un disegno urbanistico complessivo capace di garantire benefici pubblici concreti in termini di vivibilità, spazi verdi e mobilità sostenibile.
Oltre alle critiche sul progetto, il dibattito si è concentrato anche sul piano politico.
Il Coordinamento Base ha infatti contestato l’atteggiamento del Partito Democratico, accusando i consiglieri dem che hanno votato a favore dello stralcio di essersi di fatto allineati alla maggioranza.
“Siamo rimasti storditi dalla posizione di sostegno espressa dal PD nei confronti della delibera che dà il via libera alla riqualificazione di via Fiume. Un vero autogol – così Loris Galliani, portavoce del coordinamento dei comitati di cittadini B.A.S.E. – ci aspettavamo un’opposizione compatta, capace di mettere il Sindaco alle corde; invece la frattura si è aperta proprio tra le minoranze. Il PD ha scelto di fare da stampella alla Giunta, sostenendo di fatto e senza un reale spirito critico una delibera destinata a incidere in modo pesante sull’intervento in via Fiume. A questo punto è inevitabile chiedersi quale sia la contropartita (politica, nella migliore delle ipotesi) di questa scelta: rompere il fronte dell’opposizione? Ricavare un tornaconto elettorale? Accreditarsi come interlocutore affidabile agli occhi della maggioranza? Sono appagato dall’essere presenti in Consiglio Comunale, al punto da rinunciare a battaglie politiche? Oppure, più semplicemente, compiere un suicidio politico? Noi propendiamo per quest’ultima ipotesi. È grave che il PD non abbia saputo cogliere la rilevanza di questo passaggio, chiedendo un vero approfondimento dei temi in discussione e la piena chiarezza sugli obiettivi perseguiti . Di fronte a una decisione tanto delicata, il suo sostegno non appare come un gesto di responsabilità, ma come una resa politica. Occasione persa o connivenza? In ogni caso, un passo che rischia di segnare l’eutanasia politica del PD a Erba”.
Una posizione che ha alimentato la discussione tra le forze di opposizione e che ha riportato al centro il tema del futuro urbanistico di una delle aree più rilevanti della città, destinata a incidere profondamente sull’assetto urbano nei prossimi anni.

