Appello ai gruppi consiliari di minoranza affinché assumano posizioni chiare sulle scelte dell’amministrazione
ERBA – Riceviamo e pubblichiamo la Lettera Aperta del Coordinamento Base (Benessere Ambiente Sicurezza Equilibrio) gruppo civico di Erba.
“Gentile cittadinanza, gentili Consiglieri di opposizione,
negli ultimi mesi abbiamo preso atto del susseguirsi di decisioni assunte dalla
giunta Caprani al di fuori del Consiglio comunale. A ciò si aggiunge il grave episodio
di boicottaggio del maggio 2025, quando i consiglieri di maggioranza hanno lasciato
l’aula in modo sincronizzato (e auspichiamo non coordinato esternamente),
rifiutandosi di discutere, o almeno di ascoltare, l’ultimo punto all’ordine del giorno,
relativo al progetto di Corso XXV Aprile. Si tratta di fatti che suscitano forte
preoccupazione: non solo per la legittimità democratica, ma anche per
l’impoverimento dei contenuti e per la perdita di coerenza e organicità nelle scelte
amministrative, conseguenze inevitabili quando viene negato il confronto pubblico.
Il Consiglio comunale non deve essere ridotto a un passaggio obbligato e meramente
formale. Anche quando la maggioranza dispone dei numeri, la discussione non è
superflua. È, al contrario, un’occasione di ascolto e di miglioramento delle decisioni
attraverso il contributo dei rappresentanti dei cittadini. Non esiste un “vincolo di
programma” né una vittoria elettorale che possa giustificare scelte prese senza
dialogo. Sindaco e giunta non possono agire senza ascoltare, né senza valutare
compromessi costruttivi, perché rispondono all’intera cittadinanza, non a singoli
schieramenti o a logiche di partito dettate altrove.
A questo si aggiunge un elemento decisivo: la discussione in Consiglio è pubblica.
Ridurre la funzione dell’assemblea al solo voto significa privare i cittadini della
possibilità di essere informati in modo diretto e completo. Non bastano comunicati e
annunci monocordi. La democrazia locale vive di trasparenza e confronto.
Le conseguenze di questo decisionismo vanno oltre il danno ai principi democratici.
Il metodo produce scelte miopi e squilibrate. In particolare, rileviamo una spinta
ostinata verso consumo di suolo e cementificazione delle poche aree verdi rimaste.
Da osservatori (inermi, ma non inerti) fatichiamo persino a comprenderne la logica
economica. E questa opacità lascia spazio a ipotesi preoccupanti. Difficilmente tale
direzione può dirsi frutto di una necessità reale o di una richiesta del mercato
immobiliare, né tanto meno di una domanda chiara e diffusa dei cittadini. Appare
piuttosto orientata a interessi speculativi e corporativi estranei alla vita quotidiana
della città.
Negare la discussione, infine, significa anche aggrapparsi ai numeri di una
maggioranza diversa da quella uscita dalle urne. Significa affidare le decisioni a una
giunta costruita attorno all’approvazione incondizionata del dirigismo del sig.
Caprani. Significa, inoltre, escludere rappresentanti di liste con un rilevante peso
elettorale solo per aver espresso opinioni differenti.
Per questi motivi chiediamo a tutte le forze di opposizione di farsi carico della
vigilanza e della tutela dei principi democratici a Erba. Auspichiamo e chiediamo,
come cittadini ed elettori, che vengano assunte posizioni nette e inequivocabili. Non
solo contro provvedimenti segnati dall’ossessione di consentire ulteriore
speculazione, trasformando Erba nella “città del cemento”, ma anche contro un
metodo antidemocratico e, in molte occasioni, non rispettoso delle richieste e delle
osservazioni di migliaia di cittadini. Richieste che hanno ricevuto poche risposte:
spesso sprezzanti e talvolta non veritiere.”
Coordinamento B.A.S.E.
