Confcommercio stima una spesa media di 201 euro per famiglia. Felloni: “I saldi sostengono consumi e commercio di prossimità”
ERBA – Con l’arrivo dei saldi estivi, il commercio guarda con fiducia a un possibile rilancio dei consumi. Gli sconti prenderanno il via sabato 4 luglio in gran parte d’Italia, Lombardia compresa, mentre fanno eccezione le province autonome di Trento e Bolzano, dove sono previste date differenti.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, saranno 16,1 milioni le famiglie italiane che acquisteranno prodotti in saldo. La spesa media prevista è di 201 euro per famiglia, pari a 91 euro pro capite, per un giro d’affari complessivo di 3,2 miliardi di euro.
Per il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, i saldi rappresentano un appuntamento centrale per il settore. “I saldi estivi sono uno degli appuntamenti più attesi da famiglie, turisti e imprese con l’obiettivo di sostenere i consumi, valorizzare il commercio di prossimità e rafforzare un pilastro fondamentale della filiera della moda”.
Felloni richiama inoltre l’attenzione sull’introduzione, dal 1° luglio, del dazio di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Unione Europea. “È un segnale importante per riequilibrare il mercato all’insegna del principio ‘stesso mercato, stesse regole’. Una misura che Federazione Moda Italia-Confcommercio ha fortemente sostenuto a livello europeo e che va nella direzione di contrastare gli squilibri generati dall’ultra fast fashion. Oggi, inoltre, sono sempre più indispensabili misure per rilanciare consumi e competitività”.
In vista dell’avvio delle vendite di fine stagione, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano anche alcune regole fondamentali rivolte sia agli esercenti sia ai consumatori, con l’obiettivo di garantire acquisti trasparenti e nel rispetto della normativa.
In particolare, il cambio del prodotto è generalmente rimesso alla discrezionalità del negoziante, salvo il caso in cui il capo presenti difetti o non sia conforme. In queste situazioni il commerciante è tenuto alla riparazione, alla sostituzione o, se impossibile, alla riduzione o alla restituzione del prezzo pagato. Per gli acquisti online resta invece valido il diritto di recesso entro 14 giorni dalla consegna.
Non esiste un obbligo di consentire la prova dei capi, mentre i commercianti devono accettare i pagamenti con carta e favorire i sistemi cashless. I prodotti proposti in saldo devono essere stagionali o di moda e soggetti a un naturale deprezzamento con il passare del tempo. Inoltre è obbligatorio indicare il prezzo originario, la percentuale di sconto e il prezzo finale, nel rispetto delle disposizioni introdotte dal decreto legislativo 26/2023.
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