Mercoledì 15 luglio l’incontro con padre Giulio Michelini, domenica 19 la Messa solenne presieduta da monsignor Angelo Pirovano
Il ventennale dei restauri richiama la storica visita del cardinale Dionigi Tettamanzi dopo la riapertura della chiesa
ERBA – La festa patronale di Crevenna, dedicata a Santa Maria Maddalena, ricorda quest’anno il ventennale dei restauri della chiesa parrocchiale con un programma di appuntamenti tra riflessione, musica e celebrazioni religiose. Dopo il tradizionale atto di devozione alla patrona, il prossimo appuntamento sarà mercoledì 15 luglio alle 20.45 in parrocchia con l’incontro “Va’, Francesco, e ripara la mia chiesa”, dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.
Protagonista della serata sarà padre Giulio Michelini, frate minore e biblista, che rifletterà sul significato dell’invito rivolto a San Francesco dal Crocifisso di San Damiano, prendendo spunto anche dalla frase del teologo Armando Matteo: “Trasformazioni strutturali di una Chiesa dalla quale nessuno o quasi si aspetta più nulla”. L’incontro sarà accompagnato dagli intermezzi musicali di Silvia Minnici al violino e Fabio Minnici all’oboe, con musiche di Georg Philipp Telemann, Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Vivaldi.

La festa patronale culminerà domenica 19 luglio con la Santa Messa solenne delle 10, presieduta da monsignor Angelo Pirovano, prevosto di Erba e responsabile della Comunità pastorale Sant’Eufemia, che quest’anno celebra i 50 anni di sacerdozio, e concelebrata da don Ettore Dubini, vicario parrocchiale di Santa Maria Maddalena. Alle 12.30, in oratorio, seguirà il pranzo comunitario, con quota di partecipazione di 25 euro. L’estate crevennese si concluderà infine domenica 2 agosto alla Capanna Mara, con la Messa alle 11 e il pranzo al sacco o al rifugio.
Il ventennale dei restauri richiama alla memoria la riapertura della chiesa nel 2006, culminata il 25 aprile con la Messa presieduta dall’allora arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, che nell’omelia invitò la comunità a vivere con maggiore convinzione la propria fede sull’esempio di Maria Maddalena: “È la prima volta che vengo e devo dire che avete una chiesa davvero bella, come immagino sia la vostra comunità parrocchiale. Sono qui per portare il mio saluto a ognuno di voi, e spingervi a vivere con più forza e convinzione la vostra fede. Un po’ come fece Maria Maddalena, alla quale la vostra chiesa è dedicata, che di fronte a Gesù, l’unico che aveva saputo comprenderla davvero, lasciò tutto per seguirlo”.

La Messa rappresentò il momento culminante di un percorso iniziato con una visita al Museo Diocesano di Milano alla mostra dedicata ai Borromeo, un ritiro comunitario all’Eremo San Salvatore, la riapertura ufficiale della chiesa nella Domenica delle Palme, la presentazione dei restauri – commissionati dall’allora parroco don Valerio Fratus, progettati dall’architetto Maurizio Ratti ed eseguiti dall’impresa Figli di Nava Giovanni – e un pellegrinaggio a Bienno, in Val Camonica. La conferma della visita dell’Arcivescovo arrivò con soli sei giorni di preavviso, ma i volontari riuscirono comunque a organizzare l’evento, che vide la partecipazione di circa 300 fedeli. La celebrazione fu animata dalla Corale di Santa Maria Maddalena e Tettamanzi espresse la propria commozione “nel sapere che celebro l’Eucaristia su un altare che è stato consacrato dal grande San Carlo Borromeo poche settimane prima della sua morte”.


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