Como

Traffico di cocaina nel Comasco, oltre 3mila dosi e 120mila euro di guadagni: tre misure cautelari

Redazione • 30 Settembre 2026

Como, Cronaca

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guardia di finanza como

Al centro dell’indagine quattro fratelli: due sono finiti in carcere, uno ai domiciliari, mentre il quarto risulta indagato

Secondo la Finanza un autosalone di Senna Comasco veniva utilizzato come base logistica, con la droga nascosta nelle auto e le targhe prova per le consegne

COMO – Un autosalone utilizzato come base logistica, una cinquantina di vetture a disposizione e la cocaina nascosta anche nei bocchettoni del carburante delle auto. È il sistema ricostruito dalla Guardia di Finanza di Como nell’ambito di un’indagine avviata nel 2025 che ha portato all’esecuzione di tre misure cautelari nei confronti di altrettanti fratelli: due sono finiti in carcere, mentre per il terzo sono stati disposti gli arresti domiciliari. Un quarto fratello risulta indagato.

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri del Gruppo di Ponte Chiasso, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, al centro dell’inchiesta ci sarebbe un traffico di cocaina radicato nella provincia di Como e riconducibile ad alcuni componenti di una famiglia di origine marocchina. Le attività contestate riguardano lo stoccaggio dello stupefacente, il confezionamento delle dosi e la successiva vendita al dettaglio. I quattro fratelli erano stati sottoposti il 22 settembre all’interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari di Como.

Al centro del sistema ricostruito dagli investigatori c’era una ditta individuale con sede a Senna Comasco, attiva anche nel commercio di autoveicoli usati e intestata a uno dei fratelli. L’attività disponeva di un parco di circa 50 auto, che secondo le risultanze investigative sarebbero state utilizzate anche per le consegne. Sui mezzi venivano applicate targhe prova, rendendo più difficile il monitoraggio attraverso i sistemi di lettura delle targhe installati sulle strade provinciali.

Le indagini, condotte attraverso riprese video, tracciamenti Gps, osservazioni e pedinamenti, hanno permesso di ricostruire i ruoli attribuiti ai diversi componenti della famiglia. Uno dei fratelli, classe 1983, si sarebbe occupato principalmente dello stoccaggio e delle consegne della cocaina, coadiuvato da altri due. Il titolare dell’autosalone avrebbe invece garantito il supporto logistico, mettendo a disposizione locali e vetture.

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Particolare anche il sistema utilizzato per nascondere la droga. Lo stupefacente sarebbe stato custodito in vani ricavati nelle auto parcheggiate nel piazzale dell’attività, compreso il bocchettone del carburante. Prima delle consegne il pusher prelevava le dosi per poi raggiungere i clienti nei comuni di Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo. Secondo gli investigatori operava spesso durante il giorno indossando una tuta da meccanico, così da confondersi con la normale attività lavorativa.

L’inchiesta ha inoltre fatto emergere un sistema per rendere più difficili da ricondurre ai reali utilizzatori le comunicazioni telefoniche. Ai clienti che si rivolgevano all’autosalone per acquistare vetture usate veniva richiesta una copia dei documenti d’identità, formalmente necessaria per le pratiche amministrative. Secondo l’accusa, quei documenti sarebbero stati utilizzati all’insaputa dei titolari per attivare schede telefoniche impiegate esclusivamente nelle trattative legate allo spaccio. Al titolare dell’attività viene contestato per questo anche il reato di sostituzione di persona.

Tra gli elementi emersi durante gli accertamenti figurano anche alcune consegne effettuate nei pressi di istituti scolastici. A Capiago Intimiano, in particolare, sarebbero stati concordati appuntamenti nei parcheggi adiacenti alla scuola primaria “Giuseppe Verdi”. Una circostanza che ha portato alla contestazione dell’aggravante legata allo spaccio in prossimità delle scuole.

I numeri ricostruiti dagli investigatori restituiscono le dimensioni dell’attività contestata. Nel periodo compreso tra febbraio e giugno 2025 sarebbero state smerciate oltre 3.000 dosi di cocaina, con guadagni quantificati in più di 120mila euro. Le contestazioni riguardano detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti.

Alle prime luci dell’alba sono scattate anche perquisizioni a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco, con l’impiego delle unità cinofile antidroga e di un “cash dog” per la ricerca di stupefacenti e denaro. Alle operazioni partecipano inoltre personale specializzato Anti Terrorismo-Pronto Impiego del Gruppo Como e un elicottero del Reparto Aeronavale Lombardia.

Le misure cautelari sono state adottate sulla base degli elementi raccolti finora nel corso delle indagini. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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