Nel carico erano presenti 24 tonnellate di cenere di zinco contenute in 13 casse: il vettore non risultava iscritto all’Albo Gestori Ambientali
COMO – Un autoarticolato partito dalla Francia e diretto oltreconfine è stato sequestrato al valico commerciale di Ponte Chiasso dopo che i controlli doganali hanno fatto emergere un carico illecito di oltre 24 tonnellate di rifiuti industriali. Denunciato un autista bielorusso, mentre il mezzo è stato respinto all’estero insieme al materiale trasportato.
L’operazione è stata condotta nei giorni scorsi dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del Distaccamento di Ponte Chiasso e dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo Ponte Chiasso, impegnati nelle attività di contrasto ai traffici illeciti ai valichi di competenza dell’UADM Lombardia 8 – Como.
Sotto la lente è finito un tir immatricolato in Lituania, arrivato in regime di transito e fermato prima dell’uscita dagli spazi doganali per l’ingresso definitivo nell’Unione Europea. Gli accertamenti, avviati sulla base dell’analisi dei rischi e della tipologia di merce dichiarata – “altri lavori di ferro e acciaio” – hanno evidenziato incongruenze tra la documentazione doganale e il contenuto effettivo del carico.

Quello che nei documenti risultava essere semplice metallo si è invece rivelato un trasporto di rifiuti: 24 tonnellate di cenere di zinco contenute in 13 casse, per un valore stimato superiore ai 40 mila euro.
Dagli ulteriori controlli è emersa inoltre la mancata iscrizione del vettore all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Per questo motivo è scattato il sequestro preventivo dell’autoarticolato e del carico ai sensi dell’articolo 212 comma 5 del decreto legislativo 152/2006, il cosiddetto Codice dell’Ambiente.
L’autista del mezzo, cittadino bielorusso, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Como per il reato previsto dall’articolo 256 comma 1 del Codice dell’Ambiente. Contestualmente gli è stata ritirata la patente di guida come misura accessoria.
Secondo quanto comunicato dagli investigatori, nei giorni successivi al sequestro il trasgressore ha versato 6.500 euro a titolo di sanzione amministrativa, adempiendo alla prescrizione impartita al momento della verbalizzazione, che prevedeva il respingimento all’estero del mezzo sequestrato insieme al carico di rifiuti. Il pagamento, previsto dall’articolo 318-quater del decreto legislativo 152/2006, costituisce condizione estintiva della contravvenzione contestata. Resta comunque aperto il procedimento penale, ancora nella fase delle indagini preliminari.
L’attività rientra nel dispositivo di prevenzione e controllo attivo ai valichi di confine, sviluppato nell’ambito del protocollo d’intesa tra Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza per il contrasto ai traffici illeciti e la tutela della legalità.
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