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Erba piange Carlo Castagna: “Un esempio per tutta la città”

Comune: Erba

di M.C.

 

ERBA – È un ricordo emozionato e commosso quello che gli erbesi dedicano a Carlo Castagna: non solo una persona buona, come viene descritto da tutti, ma anche un’esempio per l’intera città. L’imprenditore, il cui nome è tristemente legato alla strage di Erba, è scomparso la scorsa notte a 75 anni, all’ospedale di Como. 

“Conoscevo personalmente Carlo Castagna e la notizia della sua morte mi colpisce come un fulmine a ciel sereno – ha dichiarato il Sindaco Veronica Airoldi – Erba perde una persona meravigliosa, un uomo buono che ha saputo reagire a una prova difficile con estrema dignità. Conosco bene i figli, Pietro e Giuseppe, e so quanto Carlo sia stato per loro un punto di riferimento, ma credo che lo sia stato anche per la nostra cittadina. A nome mio e di tutta l’Amministrazione, le più sentite condoglianze alla famiglia”.

Quella famiglia che per Carlo Castagna è sempre stata al primo posto e per la quale, dopo la tragica notte, ha raccolto le forze: “Dopo i momenti difficili seguiti alla strage, Carlo Castagna ha fatto di tutto per poter mantene l’equilibrio – ha dichiarato Michele Riva, Presidente dell’associazione commercianti di Erba e caro amico dei Castagna – Ha avuto la straordinaria capacità di essere papà a 360 gradi ed è proprio così che lo voglio ricordare, perché prima di essere imprenditore era un papà che è riuscito a accompagnare i propri figli in momenti così difficili”. E sono proprio i figli, Pietro e Giuseppe, ad occuparsi oggi del mobilificio Castagna, fondato nel 1939: “Ciò che Carlo ha seminato negli anni viene raccolto: ha saputo costruire con impegno e dedizione un’azienda all’avanguardia conosciuta in Italia e nel mondo” – ha concluso Riva.

Anche Marcella Tili, ex sindaco di Erba, ha voluto ricordare la tenacia di Carlo Castagna, non solo sul lavoro, ma anche nella comunità erbese: “È stato un uomo fuori dal normale che eccelleva per le sue qualità umane e per la sua abilità nel fare con quella laboriosità che contraddistingue gli artigiani erbesi. Ha lavorato per l’amministrazione della città ed è stato amico di Erba: tutti dovremmo imparare da lui e la sua straordinaria capacità di perdonare dovrebbe spingere la nostra società a riflettere”.

Impegno per la comunità fondato su una fede sincera. “Era un uomo dedito alla sua famiglia, al lavoro e alla parrocchia – con queste parole lo ha ricordato mons. Angelo Pirovano – Un cristiano convinto che viveva la sua fede attivamente non rinunciando alla riflessione e all’interrogazione costante. Da gennaio stava lavorando anche al presepe della chiesa prepositurale a cui teneva molto”. A testimonianza di una scelta di vita cristiana, non solo le parole di perdono che Carlo Castagna aveva riservato agli assassini della moglie, della figlia e del nipotino subito dopo la strage, ma anche la decisione di collaborare con Caritas Ambrosiana ospitando le famiglie in difficoltà nella casa di via Diaz: “Aveva pensato di ridare senso a una casa che aveva ospitato un’enorme tragedia rendendola un luogo di accoglienza – ha spiegato don Ettore Dubini, responsabile di Caritas per la zona pastorale – Durante la cerimonia ufficiale, Carlo Castagna mi ha consegnato le chiavi in un cofanetto su cui è scritto ‘11.12.2006 – Le tenebre/ 11.12.2010 – La luce’. Credo che questo sia uno dei gesti più belli che potesse lasciare”.

La veglia funebre con la recita del rosario sarà questa sera, sabato, alle 20.30 presso l’abitazione di via Triste, 28. Lunedì 28 maggio sarà celebrato il funerale alle ore 14.30 presso la Chiesa Prepositurale di Erba.

 

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26 maggio 2018 — 16:00 / Cronaca, Erba
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