Celebrato il ventennale della conclusione dei restauri della chiesa parrocchiale e l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi
L’ultimo appuntamento in programma è per domenica 2 agosto alla Capanna Mara
CREVENNA – Si è conclusa domenica 19 luglio, con la Messa solenne e il tradizionale pranzo comunitario nel salone dell’oratorio, la festa patronale di Santa Maria Maddalena a Crevenna d’Erba. L’edizione 2026 è stata caratterizzata da un doppio anniversario: il ventesimo anniversario della conclusione dei restauri conservativi della chiesa parrocchiale e l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, richiamato dal filo conduttore dell’estate crevennese, “Va’, Francesco, e ripara la mia chiesa”.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal prevosto di Erba e responsabile della Comunità pastorale Sant’Eufemia, monsignor Angelo Pirovano, affiancato dal vicario parrocchiale don Ettore Dubini. Nel saluto iniziale, don Dubini ha ricordato i motivi che hanno reso particolarmente significativa la ricorrenza: oltre alla festa della patrona, il ventennale dei restauri della chiesa e il cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale del prevosto.

Nell’omelia, monsignor Pirovano ha posto al centro la figura di Maria Maddalena, definendola una testimone privilegiata della risurrezione. “Ogni vocazione nasce dalla chiamata di Dio”, ha sottolineato, ricordando come la santa abbia seguito Gesù fino alla croce e sia stata la prima a ricevere l’annuncio della risurrezione. Un cammino di fede che, ha evidenziato il prevosto, rappresenta ancora oggi un modello per ogni cristiano.
La celebrazione si è conclusa con un momento di festa dedicato ai cinquant’anni di sacerdozio di monsignor Pirovano. La Corale Santa Maria Maddalena, affiancata da coristi provenienti da altre realtà del territorio, ha animato la liturgia con un repertorio particolarmente solenne.

Le iniziative patronali erano iniziate già domenica 12 luglio con il tradizionale atto di devozione sul sagrato della chiesa. Nella riflessione proposta ai fedeli, don Ettore Dubini ha richiamato la figura di Maria Maddalena come “apostola degli apostoli”, esempio di una Chiesa chiamata oggi a rinnovare il proprio stile missionario in una società nella quale la fede appare sempre più marginale.
Particolarmente partecipata anche la serata del 15 luglio, dedicata alla spiritualità francescana e affidata a padre Giulio Michelini, frate minore e biblista. Partendo dal ventesimo anniversario dei restauri della chiesa e dal tema scelto per l’estate crevennese, il religioso ha riflettuto sul significato dell’invito rivolto a San Francesco a “riparare” la Chiesa.

“Noi non siamo chiamati a costruire una Chiesa nuova, ma a custodire e trasmettere quella ricevuta”, ha spiegato Michelini, ricordando come il Santo di Assisi abbia scelto di restaurare la piccola chiesa di San Damiano anziché immaginare una rifondazione della comunità ecclesiale. Un’immagine che il biblista ha tradotto in alcune indicazioni concrete: lavorare anzitutto sulla propria conversione personale, coltivare relazioni e amicizie, prendersi cura dei più poveri, vivere in comunione con la Chiesa e testimoniare la pace, seguendo il celebre saluto francescano: “Il Signore ti dia pace”.
La serata è stata arricchita dagli interventi musicali dei giovani Silvia Minnici al violino e Fabio Minnici all’oboe, studenti in un conservatorio svizzero, che hanno proposto musiche di Telemann, Mozart, Vivaldi e Morricone, ricevendo un caloroso applauso dal pubblico.

L’estate crevennese proseguirà ora con l’ultimo appuntamento in programma: domenica 2 agosto alla Capanna Mara, dove alle 11 sarà celebrata la Messa, seguita dal tradizionale pranzo al sacco o presso il rifugio.
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