La vittima, 36enne italiana, ha raccontato “un vero e proprio calvario” iniziato durante la gravidanza
Le indagini dei Carabinieri di Como hanno ricostruito minacce, aggressioni e violazioni delle misure cautelari
COMO – Un uomo di 30 anni, di origine dominicana e residente in Svizzera, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Como in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Como il 17 marzo scorso, arriva al termine di un’attività investigativa ritenuta solida e articolata, sviluppata dai militari e pienamente condivisa dall’Autorità giudiziaria.
Le indagini hanno preso avvio dalla denuncia presentata nel settembre 2025 da una donna italiana di 36 anni, che ha riferito di aver vissuto dal 2024 “un vero e proprio calvario” in concomitanza con la gravidanza. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe assunto nel tempo atteggiamenti sempre più aggressivi e vessatori, con continue denigrazioni e minacce, fino ad arrivare a prospettarle l’eventualità di impedirle di vedere la figlia appena nata.
La situazione sarebbe progressivamente degenerata, inducendo la donna a interrompere la relazione. Nell’ottobre 2025 la 36enne si è nuovamente rivolta ai Carabinieri denunciando un’aggressione fisica, con calci e pugni, e ulteriori minacce, anche di morte. A seguito di questi episodi, nel novembre dello stesso anno era stata disposta nei confronti dell’indagato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.
Nonostante il provvedimento, la condotta persecutoria non si sarebbe interrotta. L’episodio più recente risale allo scorso marzo, quando la donna ha trovato nella cassetta della posta della propria abitazione un biglietto dal contenuto gravemente minatorio.
Determinante, per l’individuazione dell’uomo, è stata l’attività investigativa della Stazione Carabinieri di Como, supportata anche dai dati forniti dal Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Chiasso. I sistemi di lettura targhe hanno consentito di ricostruire gli spostamenti del 30enne fino al suo rintraccio e arresto. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato alla Casa circondariale “Bassone” di Como.
L’operazione si inserisce nell’ambito dell’attività di contrasto alla violenza e di tutela delle vittime, confermando l’impegno dell’Arma dei Carabinieri della provincia nel fronteggiare situazioni di particolare vulnerabilità.
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