L’Ateneo di Varese e Como invita i cittadini a destinare il contributo nella dichiarazione dei redditi
Risorse fondamentali per finanziare progetti, laboratori e giovani ricercatori, confermata la crescita nella qualità della ricerca
COMO – Sostenere la ricerca scientifica e contribuire allo sviluppo del territorio attraverso un gesto semplice. È l’invito dell’Università degli Studi dell’Insubria ai cittadini, chiamati a destinare il proprio 5×1000 all’Ateneo in sede di dichiarazione dei redditi, indicando il codice fiscale 95039180120.
Negli ultimi anni l’Università ha registrato una crescita significativa nella qualità e nell’impatto della propria attività scientifica. Un risultato confermato anche dalla valutazione dell’Anvur, che ha promosso l’Insubria nella Vqr 2019–2024, evidenziandone la solidità e la capacità di affrontare sfide attuali in ambiti che spaziano dalla salute all’ambiente, dalla tecnologia alle scienze sociali.
Il contributo del 5×1000 rappresenta una risorsa importante per sostenere progetti di ricerca, potenziare i laboratori, offrire opportunità formative e attrarre nuovi talenti. “Con un gesto semplice è possibile fare la differenza: sostenere la ricerca significa generare valore per tutta la comunità, favorire l’innovazione e costruire un futuro più consapevole e sostenibile”, sottolinea il professor Loredano Pollegioni, delegato della Rettrice alla Ricerca e all’Innovazione tecnologica.
Grazie a queste risorse, l’Ateneo ha potuto finanziare, nell’ambito del Bando Far Giovani Ricercatori 2024 e 2025, numerosi progetti innovativi portati avanti da giovani studiose e studiosi impegnati su temi centrali della contemporaneità, dal cambiamento climatico alla salute, dalla valorizzazione del patrimonio culturale alla rigenerazione urbana.
Tra le ricerche sostenute figurano gli studi di Maria Stella Carro sui meccanismi molecolari dei tumori cerebrali, di Marta Lualdi sui processi alla base del morbo di Parkinson attraverso la proteomica, di Maria Francesca Ferrario sull’attività tettonica del territorio insubre, di Marco Lamperti sulle tecnologie quantistiche per la comunicazione, di Marta Licata sulle condizioni di salute delle popolazioni del passato e di Mattia Maturo sulla valorizzazione sostenibile del patrimonio archeologico della Lombardia nord-occidentale.
Destinare il 5×1000 all’Università dell’Insubria, evidenzia l’Ateneo, significa sostenere concretamente la ricerca e investire nello sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.
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