L’uomo si è spacciato per militare del Comando di Varese, ma la donna dopo aver capito la situazione ha subito contattato il numero unico di emergenza facendo fallire la truffa
OLGIATE COMASCO – Un nuovo tentativo di truffa ai danni di un’anziana è stato sventato a Olgiate Comasco grazie alla prontezza della vittima e alla tempestiva chiamata al numero unico di emergenza. Ancora una volta è entrata in azione la tecnica del cosiddetto “finto carabiniere”, uno schema ormai noto utilizzato per raggirare persone fragili simulando situazioni di urgenza.
L’episodio si è verificato nella giornata di ieri, quando una donna di 81 anni ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è qualificato come appartenente all’Arma dei Carabinieri, sostenendo di chiamare dal Comando di Varese. Il truffatore ha cercato di creare allarme parlando di presunti problemi legati alla targa del veicolo intestato al defunto marito della donna, tentando così di indurla a fidarsi e a seguire le sue indicazioni.
La cittadina, tuttavia, ha intuito immediatamente che qualcosa non fosse regolare. Consapevole delle modalità con cui agiscono i truffatori anche grazie alle campagne di prevenzione promosse dall’Arma dei Carabinieri di Como contro i raggiri agli anziani, ha interrotto il contatto e ha chiamato il “112”. Dall’altra parte della linea ha risposto un vero militare, che ha confermato il tentativo di truffa e rassicurato la donna sull’assenza di qualsiasi situazione di pericolo.
Il caso rappresenta un ulteriore riscontro dell’attività di sensibilizzazione portata avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Como. Dallo scorso mese di settembre, infatti, sono già 18 gli episodi analoghi risolti, con un bilancio di cinque persone arrestate e tredici deferite in stato di libertà per questo specifico reato.
L’Arma rinnova quindi l’appello alla cittadinanza, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a mantenere alta l’attenzione e a diffidare di richieste di denaro o beni avanzate telefonicamente o direttamente a domicilio. Le Forze dell’Ordine ricordano che non chiedono mai soldi né oggetti di valore e invitano a segnalare immediatamente ogni situazione sospetta alle autorità.
