Como

Soccorso in montagna, CAI e CNSAS: “Chiedere aiuto non deve mai far paura”

Redazione 15 Luglio 2026

Attualità, Como

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esercitazione corni di canzo soccorso alpino

Dopo due recenti interventi sulle Tre Cime di Lavaredo e sul Gran Sasso, le due organizzazioni richiamano alla pianificazione delle escursioni e alla prevenzione

Il Soccorso Alpino chiarisce il tema degli eventuali costi degli interventi, mentre il CAI ricorda le coperture assicurative comprese nella tessera associativa

COMO – Pianificare con attenzione un’escursione, conoscere i propri limiti e chiedere aiuto senza esitazioni quando necessario. È il messaggio che il Club Alpino Italiano (CAI) e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) lanciano dopo alcuni recenti episodi di cronaca, con l’obiettivo di fare chiarezza sui costi degli interventi di soccorso e sulle responsabilità di chi frequenta l’ambiente montano.

A richiamare l’attenzione sono due recenti episodi di cronaca. Sulle Tre Cime di Lavaredo un alpinista, rimasto bloccato durante la discesa dalla Cima Ovest dopo aver incontrato difficoltà lungo la via normale, ha allertato i soccorsi ed è stato recuperato illeso dall’elisoccorso. Sul Gran Sasso, invece, cinque escursionisti sorpresi da un violento temporale estivo a circa 2.600 metri di quota hanno chiamato il 112 segnalando una situazione di emergenza, ma successivamente si sono spostati in una zona priva di copertura telefonica, rendendo impossibili ulteriori contatti con gli operatori. Raggiunti a piedi dai tecnici del Soccorso Alpino, sono stati trovati in buone condizioni all’interno delle tende e hanno poi rifiutato l’accompagnamento a valle.

Secondo CAI e CNSAS, si tratta di vicende differenti accomunate da un principio fondamentale: la sicurezza in montagna inizia prima della partenza, con una pianificazione accurata dell’itinerario, l’attenzione alle condizioni meteo, la conoscenza delle difficoltà del percorso, la consapevolezza dei propri limiti e la disponibilità a modificare o rinunciare al programma quando necessario.

In caso di reale o potenziale pericolo, le due organizzazioni ricordano di contattare tempestivamente il Numero Unico di Emergenza 112, fornendo informazioni chiare e dettagliate. Una volta attivati i soccorsi è fondamentale restare reperibili, non spostarsi salvo diverse indicazioni degli operatori, comunicare con precisione la propria posizione, rendersi visibili e seguire le istruzioni ricevute. Viene inoltre consigliato l’utilizzo dell’app GeoResQ, che consente di inviare una richiesta di soccorso geolocalizzata e di registrare la traccia dell’escursione, agevolando le operazioni di ricerca e contribuendo a ridurre i tempi di intervento.

“Frequentare la montagna significa assumersi una responsabilità verso se stessi, verso gli altri e verso l’ambiente” dichiara il presidente generale del Club Alpino Italiano, Antonio Montani. “Da oltre 160 anni il Club Alpino Italiano è impegnato nella realizzazione di progetti di educazione, formazione e accompagnamento alla frequentazione consapevole della montagna. La tessera CAI non è soltanto un segno di appartenenza: permette di accedere a un patrimonio diffuso di competenze, corsi, attività sezionali, informazione e cultura della prevenzione. La prevenzione non limita la libertà: la rende possibile”.

Il CAI ricorda inoltre che l’iscrizione comprende specifiche coperture assicurative, tra cui quella dedicata al “Soccorso alpino Soci”, inclusa nella quota associativa annuale. La polizza tutela i soci nei casi e nei limiti previsti dalle condizioni assicurative in caso di interventi di ricerca, salvataggio e recupero in ambiente montano, ipogeo e in zone impervie e può prevedere anche il rimborso delle spese di soccorso sostenute direttamente dal socio.

Sul tema dei costi degli interventi di soccorso interviene anche il presidente nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dellantonio: “Il tema dei costi degli interventi di soccorso richiede chiarezza. Il Soccorso Alpino e Speleologico non chiede pagamenti alle persone soccorse e non stabilisce eventuali addebiti. Il CNSAS opera all’interno del sistema pubblico di emergenza, in coordinamento con le centrali operative e con il Servizio Sanitario Nazionale. Eventuali forme di compartecipazione alla spesa, previste in alcuni territori e in casi specifici, sono disciplinate dalle normative regionali o provinciali e vengono valutate dalle Aziende Sanitarie competenti, non dal Soccorso Alpino e Speleologico. Questo aspetto non deve mai generare esitazione nella richiesta di aiuto. In presenza di pericolo, difficoltà non gestibile o possibile evoluzione verso una situazione di emergenza, chiamare i soccorsi è sempre la scelta corretta. Allo stesso tempo, la possibilità che un intervento venga valutato come non giustificato, o riconducibile a comportamenti imprudenti, richiama tutti a un principio di responsabilità: la montagna va frequentata con preparazione, rispetto dei propri limiti e attenzione verso chi è chiamato a intervenire”.

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