I rappresentanti sindacali chiedono confronto con ATS Insubria, Inps e gli enti coinvolti nella sperimentazione
COMO – A un mese dall’estensione della riforma della disabilità in provincia di Como, non è ancora stato convocato il tavolo territoriale di monitoraggio. A segnalarlo sono le organizzazioni sindacali, che riferiscono di aver avanzato più richieste senza ottenere finora una convocazione.
“Nelle province lombarde in cui si è avviata la riforma sono stati convocati dalle rispettive ATS, su indicazione della Regione, dedicati tavoli di lavoro con la presenza di tutti i soggetti coinvolti nella sperimentazione per affrontare i diversi aspetti: l’avvio delle domande ed i costi dei certificati medici, l’attivazione sul territorio e l’organizzazione dei lavori delle commissioni di certificazione, la definizione del Progetto di Vita”, dichiarano Alessandra Ghirotti (Cgil Como), Paola Gilardoni (Cisl dei Laghi) e Dario Esposito (UIL Lario), evidenziando come “Ats Insubria non ha ancora convocato il tavolo”.
Le organizzazioni sindacali richiamano quindi l’attenzione anche sui primi dati relativi alle richieste di invalidità. “Al 26 marzo erano 476, mentre nello stesso mese dello scorso anno erano 1160”, affermano, riferendosi ai certificati medici introduttivi compilati sul territorio comasco, con “una riduzione di oltre il 50% delle domande di invalidità presentate”.
“È quanto mai necessario comprendere il significato di tale dato e assicurare nel tempo un monitoraggio dell’andamento delle richieste”, proseguono i rappresentanti sindacali.
Da qui la richiesta di attivare il tavolo interistituzionale con il coinvolgimento di tutti gli enti e istituti interessati — tra cui ATS Insubria, la direzione provinciale dell’Inps, l’ASST Lariana, l’Ordine dei medici di Como e gli Uffici di Piano — “nell’interesse comune a garantire le tutele ai cittadini e cittadine del nostro territorio che vivono in condizioni di maggior fragilità”.
“Il tavolo territoriale non è un luogo autoreferenziale, ma uno strumento necessario — come indicato dalla Regione — per costruire sistemi virtuosi di collaborazione nei territori, capaci di affrontare e, dove possibile, superare le criticità nell’avvio della riforma”, concludono Ghirotti, Gilardoni ed Esposito.
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