La piccola E. è stata dimessa venerdì dalla Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Sant’Anna
Dopo 119 giorni di ricovero ha raggiunto i 3 chili di peso
SAN FERMO DELLA BATTAGLIA – Dopo quattro mesi di cure in Terapia Intensiva Neonatale, una bambina nata estremamente prematura può finalmente tornare a casa con la sua famiglia. È stata dimessa venerdì 5 marzo dal reparto di Neonatologia e TIN dell’ospedale Sant’Anna la piccola E., nata il 7 novembre 2025 con un peso di appena 600 grammi e a 23 settimane e 2 giorni di gestazione.
Dopo 119 giorni di ricovero, la bambina ha raggiunto le 40 settimane post concezionali e un peso superiore ai 3 chili, lasciando l’ospedale senza esiti clinici.
“Le dimissioni di un bambino così prematuro sono sempre un momento molto speciale per tutto il reparto – racconta Roberta Barachetti, responsabile della Terapia Intensiva Neonatale –. Quando un neonato nasce con un peso così basso e un’età gestazionale così precoce sappiamo che il percorso sarà lungo e complesso. Accompagnarli giorno dopo giorno e arrivare al momento in cui possono tornare a casa con la loro famiglia è una delle soddisfazioni più grandi del nostro lavoro”.
In neonatologia questi piccolissimi pazienti vengono spesso chiamati “bambini piuma”, neonati estremamente prematuri e con peso alla nascita molto basso, spesso inferiore ai 750 grammi.
La storia di E. è iniziata con un parto molto rapido che non ha consentito di completare la maturazione polmonare fetale. Alla nascita presentava però una buona frequenza cardiaca, permettendo ai neonatologi di intervenire subito con il supporto respiratorio.

“Nei bambini nati a un’età gestazionale così precoce il percorso di cura si articola in diverse fasi molto delicate – spiega Mario Barbarini, primario della Neonatologia del Sant’Anna –. All’inizio l’obiettivo è stabilizzare le funzioni vitali, poi ridurre progressivamente il supporto respiratorio e accompagnare la crescita fino all’autonomia”.
Nel caso di E. il decorso clinico è stato particolarmente favorevole e durante il ricovero non si sono verificate complicanze maggiori. Un percorso seguito passo dopo passo anche dai genitori, residenti in provincia di Como.
“Ho potuto apprezzare i benefici della marsupioterapia – racconta la mamma Alessia – imparando a tenerla appoggiata su di me e sentendo subito quanto questo contatto fosse importante”.
“È stato un percorso lungo e delicato – aggiunge il papà Mattia – soprattutto nelle prime settimane. Poi, grazie alle cure ricevute, la preoccupazione ha lasciato spazio alla gioia”.
Ad attendere la piccola a casa c’è anche la sorellina di quattro anni, che in questi mesi ha seguito da lontano ogni suo progresso e ora non vede l’ora di abbracciarla.

