
Nel bicentenario della morte di Alessandro Volta, il cartellone sarà dedicato alla scienza e al rapporto tra conoscenza, curiosità e umanità
Un omaggio al celebre scienziato comasco e al suo legame con il Teatro Sociale
COMO – Sarà la scienza il filo conduttore della stagione 2026-2027 del Teatro Sociale di Como. Il teatro cittadino ha infatti presentato il nuovo cartellone intitolato “VOLT. Non esiste progresso senza curiosità”, un omaggio ad Alessandro Volta nel bicentenario della sua scomparsa.
La nuova stagione rappresenta il terzo capitolo di un percorso tematico dedicato all’essere umano e alle sue molteplici dimensioni. Dopo “Humanity” (2024-2025), incentrata sull’uomo e la società, e “Fairplay” (2025-2026), dedicata al rapporto tra teatro e sport nell’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina, il Teatro Sociale sceglie ora di esplorare il mondo della ricerca scientifica e della curiosità che alimenta il progresso.
Promossa dal Teatro Sociale in collaborazione con la Società dei Palchettisti e il Comune di Como, la stagione gode del sostegno di Regione Lombardia, Ministero della Cultura e Fondazione Cariplo, oltre al patrocinio della Governance Locale Volta200 e del Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte dello scienziato comasco.
Il progetto sarà inserito nel più ampio palinsesto multidisciplinare “200VOLTeVOLTA”, ideato per celebrare la figura di Alessandro Volta attraverso iniziative culturali, artistiche e divulgative.

L’obiettivo della stagione sarà raccontare il legame tra scienza e teatro, due mondi apparentemente distanti ma accomunati dalla stessa tensione verso la conoscenza. Se la scienza studia i fenomeni che hanno modellato la civiltà, il teatro ne interpreta le conseguenze e le dinamiche umane, dando voce alle storie, alle passioni e alle intuizioni che si nascondono dietro ogni scoperta.
Non a caso il rapporto tra Volta e il Teatro Sociale affonda le radici nella storia della città. All’inizio dell’Ottocento, mentre Como progettava la costruzione di un nuovo teatro destinato a sostituire quello ospitato nel Broletto, fu proprio Alessandro Volta, allora presidente del Consiglio comunale, a guidare la seduta che approvò la cessione dell’area dell’antico Castello della Torre Rotonda destinata alla realizzazione dell’edificio.
Un legame storico che rende ancora più significativo l’omaggio scelto dal Teatro Sociale nel 2026, anno in cui ricorreranno i duecento anni dalla morte dello scienziato.
Con “VOLT”, il Teatro Sociale punta così a trasformare il palcoscenico in uno spazio di incontro tra cultura umanistica e sapere scientifico, nel segno di quella curiosità che, come suggerisce il titolo della stagione, rappresenta il motore di ogni progresso.
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