
Lettera inviata mercoledì ai Sindaci e Assessori al Commercio della provincia
Confesercenti Como lancia l’allarme sul proliferare di eventi commerciali che rischiano di penalizzare mercati settimanali, fiere storiche e negozi locali
COMO – Confesercenti Como chiama a raccolta i Comuni della provincia per difendere il commercio locale e le tradizioni dei mercati. Il direttore Angelo Basilico ha inviato una lettera ai 147 Sindaci e Assessori al Commercio chiedendo un intervento deciso contro il proliferare di iniziative ritenute dannose per gli operatori storici del territorio.
La comunicazione, inviata ieri, mercoledì, richiama l’attenzione sull’aumento di richieste, da parte di soggetti definiti “estemporanei”, per l’organizzazione di eventi commerciali che, secondo Confesercenti, replicano formule già presenti nei mercati settimanali e nelle fiere tradizionali.
“Con l’arrivo della bella stagione e l’esplosione della visibilità mediatica e social del Lago di Como – spiega Basilico – si stanno moltiplicando da parte di soggetti estemporanei le richieste ai Comuni di organizzare eventi commerciali uguali ai mercati e alle fiere tradizionali che già si svolgono nel nostro territorio”.
IL direttore evidenzia come tali iniziative “nulla hanno a che vedere con le tradizioni da preservare ed incentivare” e come, al contrario, finiscano per sottrarre clientela e volumi di vendita agli operatori già presenti. Da qui la richiesta rivolta agli amministratori locali di respingere nuove autorizzazioni: “chiediamo ai Sindaci e agli Assessori al Commercio, di respingere fermamente ogni tentativo di ‘assalto alla diligenza’, tutelando i nostri operatori dei mercati settimanali, delle fiere storiche, dei negozi locali, che sono quelli che ogni settimana e ogni anno contribuiscono col pagamento del Canone unico e delle altre imposte alle finanze comunali e che aiutano a garantire il benessere e la socialità delle nostre comunità con i prodotti e con i servizi da loro offerti”.
Confesercenti sottolinea inoltre come il fenomeno non riguardi più soltanto i Comuni rivieraschi del Lago di Como, ma si stia estendendo anche ad altre aree del territorio provinciale, dall’Erbese al Canturino, passando per l’Olgiatese, la Brianza e la Bassa Comasca.
“La moltiplicazione delle richieste da parte di soggetti estemporanei sta invadendo oltre i Comuni rivieraschi del Lago di Como, anche quelli dell’Erbese, del Canturino, dell’Olgiatese, della Brianza e della Bassa Comasca: è ora di porvi un freno e tutelare gli operatori dei mercati settimanali, delle fiere storiche e dei negozi”.
