
Nel territorio comasco il caro carburanti si intreccia con la vicinanza alla Svizzera. Ceccato e Monetti: “Gli aumenti rischiano di rendere nuovamente conveniente rifornirsi oltreconfine”
COMO – Il Governo proroga fino al 5 settembre lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio, ma per gli agenti di commercio la misura resta una soluzione temporanea. A chiedere interventi strutturali è Agenti Fnaarc Como, associazione degli agenti e rappresentanti di commercio che fa parte di Confcommercio Como, secondo cui chi utilizza ogni giorno l’automobile per lavorare non può programmare la propria attività sulla base di proroghe di pochi giorni.
La proroga conferma il taglio già in vigore: 14 centesimi di accisa e 3 centesimi legati all’Iva, per un costo di circa 130 milioni di euro. La riduzione viene estesa, per lo stesso periodo, anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immesso in consumo come carburante. Fino al 5 settembre è stato inoltre prorogato il credito d’imposta per le imprese di autotrasporto.
L’intervento del Governo consente di contenere temporaneamente l’impatto del caro carburanti, ma non scioglie il nodo delle prospettive per le categorie professionali maggiormente esposte ai rincari.
“Comprendiamo la volatilità dei mercati internazionali e la difficoltà di prevedere l’evoluzione dei prezzi, ma chi lavora in auto non può vivere di proroghe. Riconosciamo lo sforzo fatto dal Governo, ma servono correttivi strutturali che diano certezze”. È la posizione di Alberto Petranzan, presidente di Agenti Fnaarc, l’associazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio.
“Con un taglio di 17 centesimi per altri due giorni non si va lontano – sottolinea Petranzan –. Per gli agenti di commercio Enasarco il carburante rappresenta uno dei costi più importanti del proprio bilancio e i forti rincari vanificano i vantaggi del regime forfettario che ha aiutato molti agenti di commercio nella sostenibilità dell’attività”.
Il tema non riguarda soltanto il costo dei rifornimenti, ma anche la possibilità di programmare il rinnovo delle automobili, che per gli agenti rappresentano uno strumento di lavoro essenziale.
“Anche il rinnovo dell’auto è diventato un problema. Sostituiamo l’auto ogni quattro anni per l’elevato chilometraggio e oggi scegliere tra diesel, benzina, ibrido ed elettrico è diventato quasi un terno al lotto – prosegue Petranzan –. Per programmare un acquisto consapevole serve una politica energetica chiara e che guardi al futuro”.
La questione assume una particolare rilevanza nel territorio comasco, dove la vicinanza alla Svizzera rappresenta un ulteriore elemento da considerare nelle dinamiche dei prezzi dei carburanti.
“Per un agente di commercio l’automobile è uno strumento di lavoro indispensabile – afferma Santino Ceccato, presidente di Agenti Fnaarc Como, associazione che fa parte di Confcommercio Como –. I nostri agenti percorrono ogni anno decine di migliaia di chilometri per raggiungere clienti e aziende e il carburante rappresenta quindi un vero e proprio costo di produzione. Ogni aumento del prezzo alla pompa incide direttamente sui margini dell’attività”.

“Il nostro è un territorio di frontiera e gli aumenti delle ultime settimane rischiano di rendere nuovamente conveniente rifornirsi oltreconfine, come non avveniva da prima della pandemia. È un aspetto che non può essere sottovalutato”.
Secondo Ceccato, “anche sul fronte dell’auto sono necessari cambiamenti urgenti. Chi percorre grandi distanze per lavoro è costretto a sostituire il proprio veicolo con una certa frequenza, ma una fiscalità ancora legata a norme di quarant’anni fa e l’incertezza sulla tipologia di alimentazione su cui puntare rendono difficile programmare questo importante investimento”.
Il caro carburanti riguarda però l’intera filiera, compresa la rete dei distributori. Un aspetto richiamato da Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como.
“Quando parliamo di carburanti dobbiamo considerare l’intera filiera – sottolinea Monetti –. Da una parte abbiamo categorie professionali come gli agenti di commercio, per le quali il carburante è indispensabile per lavorare; dall’altra ci sono i gestori degli impianti, che devono operare in un mercato complesso, con costi e margini che rendono difficile mantenere la sostenibilità delle attività”.
Nel Comasco, aggiunge Monetti, la vicinanza alla Svizzera costituisce un fattore competitivo rilevante.
“Nel territorio comasco la vicinanza alla Svizzera rappresenta un elemento competitivo rilevante. I gestori devono confrontarsi con un mercato di confine nel quale anche differenze di prezzo relativamente contenute possono influenzare le scelte degli automobilisti. È quindi necessario che gli interventi sul settore tengano conto anche della sostenibilità economica della rete distributiva e del servizio che essa garantisce a imprese e cittadini”.
Sulla necessità di un intervento complessivo interviene anche Daniela Maroni, vicepresidente nazionale e presidente di Figisc Confcommercio.
“Serve un approccio sistemico, capace di cogliere le specificità locali e di tenere insieme le diverse esigenze: quella di chi utilizza l’auto per lavorare e deve sostenere costi di mobilità sempre più rilevanti e quella degli operatori della distribuzione che devono poter continuare a garantire un servizio capillare e affrontare gli investimenti necessari per l’evoluzione della rete”.
Maroni richiama anche le difficoltà economiche dei gestori degli impianti: “Siamo fortemente preoccupati per la Categoria dei gestori degli impianti per il grave danno economico al quale ognuno deve far fronte, a seguito di riduzioni delle accise sul carburante acquistato a prezzo pieno; chiediamo al Governo il riconoscimento di un credito d’imposta che permetterebbe ai gestori di appianare le perdite che si vengono a generare”.
Nel frattempo, i prezzi dei carburanti restano elevati. Secondo i dati dell’Osservatorio del ministero delle Imprese relativi al 25 agosto, il prezzo medio del diesel in autostrada in modalità self service era di 2,207 euro al litro, mentre la benzina si attestava a 2,091 euro. Sulla rete stradale ordinaria il gasolio era a 2,136 euro al litro e la benzina a 2,015 euro.
Le rilevazioni segnalate dal Codacons evidenziano inoltre valori particolarmente elevati: sulla A22 Brennero-Modena, il Supreme Diesel ha raggiunto 3,159 euro al litro.
Per il periodo successivo al 5 settembre, il Governo sta lavorando a un nuovo sistema di sostegni, che dovrebbe essere più mirato e selettivo sulla base del reddito. L’ipotesi è concentrare gli aiuti sulle persone e sulle famiglie maggiormente in difficoltà, superando la riduzione delle accise applicata indistintamente. Le modalità del nuovo meccanismo non sono ancora state definite.
Gli interventi adottati finora per contenere il caro carburanti hanno avuto un costo complessivo superiore ai 2,6 miliardi di euro, ai quali si aggiungono i 130 milioni della nuova proroga. È in questo quadro che Agenti Fnaarc chiede misure in grado di attenuare la volatilità dei prezzi nel lungo periodo, limitare l’impatto dei rincari e permettere agli agenti di commercio di programmare i costi della propria attività.
“Chi lavora ogni giorno sulle strade della nostra provincia – conclude Ceccato – non può costruire il proprio bilancio sulla base di proroghe di pochi giorni. Servono certezze, una politica energetica chiara e una fiscalità dell’auto finalmente adeguata alla realtà del lavoro degli agenti di commercio”.
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