
Le imprese segnalano aumenti su bitume, acciaio e trasporti: l’associazione chiede misure specifiche anche per materiali non soggetti ad accise
Il presidente Eugenio Rizzuti: “Segnalazioni in aumento negli ultimi giorni dalle aziende del territorio comasco”
ERBA – Le imprese edili comasche tornano a fare i conti con l’aumento dei costi delle materie prime. A lanciare l’allarme è Ance Como, che segnala una nuova impennata dei prezzi dei materiali da costruzione e chiede un intervento rapido per contenere gli effetti delle tensioni geopolitiche sulla filiera.
Secondo quanto riferito dall’associazione, nelle ultime ore si stanno moltiplicando le segnalazioni provenienti dalle aziende del territorio della Provincia di Como su rincari ritenuti ingiustificati. Una dinamica che riguarda diversi prodotti utilizzati nei cantieri e che rischia di mettere sotto pressione i bilanci delle imprese impegnate nei lavori.
“Già dalla scorsa settimana, e in aumento nelle ultime ore, stiamo ricevendo segnalazioni da parte delle nostre imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio e con aumenti dei costi di trasporto”, spiega il presidente di Ance Como, Eugenio Rizzuti.
Il fenomeno, sottolinea l’associazione dei costruttori, si inserisce nel quadro delle tensioni internazionali che stanno incidendo sul prezzo delle materie prime e che stanno producendo ripercussioni lungo tutta la filiera dell’edilizia. Un quadro che, secondo l’organizzazione, rischia di complicare ulteriormente il lavoro delle imprese locali.
“Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia, che nel territorio di Como è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del PNRR nei tempi previsti”, continua Rizzuti.
Per questo Ance Como evidenzia come, senza un intervento urgente, le imprese potrebbero trovarsi a sostenere da sole le conseguenze economiche della crisi internazionale, con possibili ripercussioni sulla stabilità del settore.
Da qui la richiesta di un provvedimento specifico che affianchi le misure già previste su carburanti ed energia. “Auspichiamo l’adozione di uno strumento per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto”, conclude il presidente Rizzuti.
