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Canzo, scontro sull’area ex Bognanco: “Oltre 400 persone nell’area camper vicino al lago”

Redazione 27 Febbraio 2026

Canzo, Politica

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Il gruppo consiliare Viviamo Canzo presenta una mozione per discutere il progetto in Consiglio comunale e chiede maggiore trasparenza verso cittadini e consiglieri

Il portavoce Paolo Ceruti chiede il ritiro della convenzione approvata dalla Giunta sostenendo che “le NTA non prevedono la possibilità di strutturare l’area camper”

CANZO – All’area ex Bognanco, a ridosso del lago Segrino e all’ingresso di Canzo, torna al centro del confronto politico cittadino. Il gruppo consiliare di minoranza Viviamo Canzo interviene con un duro comunicato denunciando quella che definisce una trasformazione sostanziale del progetto urbanistico previsto nella zona, oggi destinata – secondo l’opposizione – a diventare una vasta area camper.

Nel documento diffuso dal gruppo, il portavoce Paolo Ceruti chiede una revisione dell’intervento e il ritiro della convenzione approvata dalla Giunta comunale. “La situazione dell’area ex Bognanco, adiacente al lago Segrino, all’ingresso del paese va rivista – spiega il portavoce del gruppo consiliare Viviamo Canzo Paolo Ceruti – a partire dalla Convenzione approvata dalla Giunta che va ritirata per autotutela per due precisi motivi: le NTA (Norme Tecniche di Attuazione) non prevedono la possibilità di strutturare l’area camper così come previsto dalla Convenzione non corrispondendo a quanto previsto dalle normative Regionali ed è stato ignorato il vincolo archeologico che grava sull’intera area”.

Secondo Ceruti, la questione dovrà essere affrontata in sede istituzionale: il gruppo ha infatti presentato una mozione affinché il tema venga discusso in Consiglio comunale. “Se il Sindaco e la Giunta vogliono andare a sbattere contro il muro facciano pure, ma almeno consentano a consiglieri comunali, anche di maggioranza, e cittadini di avere un’informazione precisa e corretta. A questo fine abbiamo presentato una mozione così che se ne debba discutere in Consiglio Comunale e anche i Consiglieri di maggioranza possano prendere conoscenza di quanto accaduto e assumersene le eventuali responsabilità non solo politiche. Invitiamo i cittadini a essere presenti per evitare proteste e mugugni a cose fatte”.

Nel comunicato viene contestata anche la natura del progetto oggi previsto nell’area. “Siamo stanchi del silenzio sull’area ex Bognanco vissuta dal Sindaco come la sua piramide di Cheope – prosegue Ceruti – da trasmettere ai posteri che deve essere portata a termine a ogni costo. Non è vero che l’opposizione vuol bloccare lo sviluppo del paese, al contrario vuole che una scelta sbagliata non lo pregiudichi ed è nel suo diritto dovere denunziare il mancato rispetto di leggi e norme”.

Il gruppo evidenzia come l’intervento attuale differirebbe da quello inizialmente ipotizzato: al posto della struttura alberghiera sarebbe prevista un’area camper composta da 105 piazzole, con una capacità stimata in oltre quattrocento persone. “In pratica è come se gli abitanti di Rezzago s’insediassero a pochi metri dal lago con tutte le conseguenze possibili”, sostiene Ceruti, sollevando inoltre interrogativi sugli aspetti ambientali e sulla gestione delle superfici non impermeabilizzate in presenza di numerosi veicoli. Nel mirino anche il parere del Parco Lago Segrino e il percorso decisionale seguito nelle consulte Urbanistica e Lavori Pubblici, dove – secondo quanto riportato – sarebbero emerse perplessità tecniche e politiche rimaste senza seguito.

Tra i punti sollevati compare anche la questione economica legata agli oneri di urbanizzazione. “Ultima ma non per questo meno importante – puntualizza Ceruti – la storia degli oltre 400mila euro derivanti dagli oneri di urbanizzazione che invece di essere investiti a favore della comunità e dello sviluppo turistico finiranno scomputati a favore dell’impresa che realizzerà il complesso delle opere. In cambio dovrebbe realizzare la rotatoria e i parcheggi lungo la strada d’innesto del Segrino. L’interesse pubblico che giustificherebbe l’operazione sarebbe la realizzazione dei parcheggi, ma è evidente la sproporzione a fronte dell’interesse privato”.

Nel passaggio conclusivo del comunicato, Viviamo Canzo denuncia infine il clima politico locale. “Denunziamo da sempre – precisa Ceruti – il clima soffocante che si respira in paese. Viviamo in una sorte di democratura locale, dove chi dissente viene isolato e descritto come un rompiscatole”.

Il tema dell’area ex Bognanco approderà ora all’attenzione del Consiglio comunale, dove la mozione presentata dal gruppo di opposizione aprirà il confronto politico sulla trasformazione urbanistica della zona del lago Segrino.

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