
Attività della IX Delegazione Speleologica del CNSAS tra Bergamo e Como: simulato il recupero di un ferito lungo cinque verticali nella grotta Area 58
SORMANO – Importante attività di formazione per la IX Delegazione Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), che nei giorni scorsi ha organizzato una serie di esercitazioni tra Bergamasco e Comasco coinvolgendo un gruppo numeroso di tecnici impegnati nel soccorso in ambiente ipogeo.
Le attività hanno interessato Stezzano, Oltre il Colle (BG) e i Piani del Tivano nel territorio di Sormano (CO). In totale sono stati dieci i tecnici di soccorso speleologico coinvolti nell’addestramento, un numero particolarmente elevato rispetto agli standard che solitamente prevedono gruppi più ridotti. L’obiettivo è stato quello di lavorare su scenari complessi e su una gestione il più possibile realistica delle manovre operative.
La componente speleologica del CNSAS rappresenta un tassello fondamentale del sistema di soccorso nazionale: interviene in ambienti sotterranei e in contesti confinati, dove progressione, sicurezza e movimentazione del paziente richiedono tecniche altamente specializzate, addestramento costante e capacità di coordinamento in spazi e tempi spesso molto limitati.
Il programma formativo è iniziato a Stezzano con una sessione teorica in aula, seguita dalla preparazione dei materiali necessari alle esercitazioni. Successivamente l’attività si è spostata a Oltre il Colle, nella miniera utilizzata come palestra interna, dove i partecipanti sono stati divisi in due squadre per mettere in pratica quanto appreso durante la fase teorica.
Il giorno successivo l’addestramento è proseguito ai Piani del Tivano, nel Comune di Sormano, all’interno della grotta Area 58. In questo caso gli allievi hanno operato come un’unica squadra: sono state allestite due postazioni fisse e testate tre diverse tipologie di manovre operative.
All’interno della grotta è stata inoltre simulata un’operazione di recupero con barella lungo cinque verticali, adattando le procedure alle differenti configurazioni dell’ambiente sotterraneo.
Grande soddisfazione è stata espressa sia dagli allievi sia dal corpo docente. Il numero dei partecipanti ha infatti permesso di organizzare un’esercitazione articolata e strutturata, con modalità operative vicine alle condizioni che caratterizzano un intervento reale di soccorso speleologico.




