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Scandalo forno crematorio di Biella, verso un’azione legale di gruppo

Comune: Erba

di M.C.

foto repertorio

ERBA – “Il nostro obiettivo è creare a una azione legale di gruppo per dare voce a tutte le persone coinvolte in questa triste vicenda”.  A pronunciare queste parole è Maria Teresa Caccavari, titolare dell’agenzia di onoranze funebri “Luciano&Lella” di via Licinio, che in questi giorni si è fatta promotrice di un’azione collettiva per raccogliere le famiglie dell’erbese colpite da quanto accaduto al forno crematorio di Biella.

Tutto ha inizio a ottobre 2018 quando il forno crematorio di Biella, di proprietà comunale, ma gestito dalla SoCreBi, azienda di proprietà dell’impresa di pompe funebri Ravetti, viene posto sotto sequestro dai Carabinieri. Alla base del provvedimento, le indagini che da diverso tempo gli inquirenti conducevano all’interno della struttura anche grazie all’uso di telecamere ambientali. Cremazioni multiple per salme sia esumate che recenti, piccoli resti di ossa smaltiti nel sistema urbano, apertura delle casse di zinco sarebbero solo alcune delle operazioni illecite emerse. 

I corpi arrivavano a Biella da Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta: “Noi, come altre imprese del nostro territorio, ci siamo appoggiati in diverse occasioni alla struttura di Biella – ha spiegato Maria Teresa Caccavari – Per questa ragione, quando siamo venuti a conoscenza della vicenda, abbiamo consultato un legale e successivamente avvisato tutti i nostri clienti: secondo quanto ci hanno spiegato, infatti, l’azione legale nei confronti della SoCreBi può partire soltanto dalle persone coinvolte dal momento che la fatturazione del servizio avveniva direttamente a loro”.

Martedì 12 febbraio, presso la Sala Isacchi di Ca’ Prina, l’agenzia “Luciano&Lella” ha organizzato una prima riunione per aggiornare sulla vicenda: “Molti non sanno quanto sia accaduto e proprio per questo ci è sembrato un dovere morale non solo avvisare i nostri clienti, ma anche organizzare un incontro pubblico in cui il nostro legale, l’avvocato Caterina Alfano, potesse spiegare quanto finora emerso – ha proseguito – I dati che ci ha rivelato sono sconcertanti: per le cremazioni avvenute tra marzo 2017 e ottobre 2018 non si può affermare con certezza che le ceneri contenute nelle urne appartengano ad un’unica persona”. Si parlerebbe, secondo quanto spiegato dalla Caccavari, di circa 3600 casi di cui soltanto 400/500 sarebbero stati denunciati dai congiunti.

All’incontro di martedì hanno partecipato in molti, ma la volontà della titolare dell’impresa di pompe funebri sarebbe quella di estendere ulteriormente la partecipazione. Da qui l’appello: “Vorremmo creare un’azione collettiva attraverso cui far sentire la voce di quanti sono rimasti coinvolti: più siamo, più saremo ascoltati – ha dichiarato – Senza contare che una class action permetterebbe a tutti di poter sostenere le spese legali che per alcuni potrebbero rappresentare un ostacolo. L’associazione Codacons, con cui siamo in contatto mediante avvocato, si è già mossa per intentare una procedura legale di gruppo”.

Chiunque si ritenesse coinvolto o volesse chiedere delucidazioni, può contattare direttamente l’impresa “Luciano&Lella” al numero 031 4149550, via e-mail all’indirizzo lucianoelellaservizifunebri@gmail.com o recandosi presso la sede di via Licinio, 4. “Purtroppo i tempi sono molto ristretti: abbiamo necessità di raccogliere tutti i nominativi entro sabato 23 febbraio – ha precisato – Entro i primi di marzo organizzeremo un nuovo incontro per valutare le possibilità”.

“Il funerale è un momento estremamente serio: è l’ultimo gesto di amore verso i propri cari – ha concluso – Per questo abbiamo deciso che fosse corretto e doveroso da parte nostra informare e aiutare chiunque possa trovarsi in questa situazione”.

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14 Febbraio 2019 — 08:46 / Attualità, Erba
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