È l’ultimo intervento alla città per la festa patronale prima della conclusione del suo ministero episcopale. Il cardinale indica quattro passi per costruire la pace
Dalle guerre alla violenza delle parole e sui social, il richiamo alla responsabilità di ciascuno: “Ciascuno faccia della pace la causa della propria vita”
COMO – Un appello a disarmare le parole, superare la logica dello scontro e assumersi, ciascuno nel proprio quotidiano, la responsabilità di costruire la pace. È il cuore del messaggio che il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, ha rivolto alla città in occasione della solennità di Sant’Abbondio, patrono di Como e patrono principale della Diocesi.
“Lupi o agnelli? Il Vangelo disarmante della pace” è il titolo scelto dal cardinale per il tradizionale intervento pronunciato oggi, domenica 30 agosto, durante i Primi Vespri nella Basilica di Sant’Abbondio. Un messaggio che assume quest’anno un significato particolare: come ricorda lo stesso Cantoni, sarà l’ultimo in occasione della festa patronale “a motivo della prossima conclusione del mio ministero episcopale nella Diocesi di Como”.
Al centro della riflessione c’è un tempo segnato, secondo il vescovo, da una crescente aggressività, che attraversa tanto lo scenario internazionale quanto la vita quotidiana. Guerre e crisi della diplomazia, ma anche scontri politici, aggressività sui social, rapporti familiari e relazioni all’interno delle comunità. “Per uccidere un uomo non sono necessarie le bombe, bastano le parole violente che umiliano, fanno star male e che rendono impossibile ogni legame”, osserva Cantoni nell’intervista che accompagna il messaggio.
A guidare la riflessione è l’immagine dell’incontro tra san Francesco e il lupo di Gubbio. Il lupo diventa metafora delle paure, dei conflitti e delle forme di aggressività che attraversano la società e ciascuna persona. Per Cantoni, infatti, la divisione non corre semplicemente tra “lupi” e “agnelli”: entrambi convivono nell’uomo. “Chi vincerà? Quello che noi avremo nutrito di più con le nostre reazioni, i nostri atteggiamenti e le nostre scelte immediate e concrete”.
Da qui i “quattro passi per la pace” indicati dal vescovo. Il primo è educarsi alla complessità, abbandonando la pretesa di avere “la verità in tasca” e aprendosi all’ascolto e al dialogo. Il secondo passa dall'”ammansire” il lupo che ciascuno porta dentro di sé, disarmando sentimenti come collera, invidia, gelosia, risentimento e arroganza. Il terzo richiede di uscire dall’individualismo per sentirsi parte di un “noi che include”, capace di ricostruire legami e ponti con gli altri. Infine, l’invito è a “disarmarci e a disarmare”, scegliendo parole e gesti non violenti anche nel confronto con chi ha posizioni diverse. “La pace – sottolinea Cantoni – è sempre disarmata e disarmante”.
Lo sguardo torna quindi direttamente su Como e sulle realtà che, cristiane e non, operano sul territorio per costruire percorsi di pace e dialogo. Nella parte conclusiva Cantoni richiama anche la figura dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso in Congo nel 2021, e quella di don Roberto Malgesini, sacerdote ucciso a Como nel 2020 e per il quale è stato avviato l’iter per la beatificazione. “Il suo esempio di dolcezza e mansuetudine – afferma il cardinale – ci consola con la certezza che la santità di Dio, come ai tempi di san Francesco, ancora cammina sulle nostre strade”.
È proprio sulla responsabilità personale che il cardinale chiude la sua riflessione. Una pace che, nel messaggio, non viene affidata soltanto alle istituzioni o alla diplomazia, ma alle scelte e alle relazioni di ciascuno: “Ciascuno faccia della pace la causa della propria vita”.
Le celebrazioni per Sant’Abbondio proseguiranno domani, lunedì 31 agosto. Alle 17, in Cattedrale, sarà celebrata la Messa solenne presieduta dal cardinale Cantoni, con diretta televisiva su EspansioneTV, canale 14.
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