
ERBA – In merito alla petizione promossa dal Comitato Tutela Tigli Erba, l’Amministrazione comunale interviene per chiarire i contenuti del progetto di riqualificazione dei marciapiedi di via Turati, via San Rocco e dell’angolo con via Licinio, respingendo alcune ricostruzioni ritenute non corrispondenti ai contenuti degli atti tecnici.
“L’intervento non nasce dalla volontà di eliminare gli alberi, ma dalla necessità di mettere in sicurezza marciapiedi che da anni presentano evidenti deformazioni provocate dagli apparati radicali dei tigli”, afferma Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in Consiglio comunale. “È legittimo avere opinioni diverse, ma è doveroso attenersi ai fatti.”
Come spiegato, le radici hanno ormai compromesso la pavimentazione rendendo difficoltoso il passaggio, soprattutto per anziani, persone con disabilità e famiglie con passeggini. “La messa in sicurezza dei percorsi pedonali rappresenta quindi una priorità non più rinviabile”.
Tra le precisazioni dell’Amministrazione vi è anche quella relativa al valore storico delle alberature. “È stato sostenuto che quei tigli costituiscano un elemento storico del contesto monumentale della Chiesa di Sant’Eufemia. In realtà queste alberature sono state piantate negli anni Novanta, nell’ambito del Piano di Recupero ‘Licinium’, e non fanno parte dell’impianto storico originario tutelato”, spiega Zoffili.
Il Comune interviene anche sul ruolo della Soprintendenza, precisando che il progetto non è stato bloccato. L’ente ha richiesto chiarimenti e documentazione integrativa, come avviene ordinariamente nell’ambito dei procedimenti amministrativi, ricevendo le risposte richieste da parte degli uffici comunali.
Per quanto riguarda le possibili soluzioni alternative, Palazzo Majnoni evidenzia che sono state oggetto di valutazione durante la progettazione. La relazione agronomica, si legge negli atti, conclude che il taglio delle radici comprometterebbe la stabilità degli alberi, mentre altre ipotesi, come rialzi del terreno o vasche dedicate, favorirebbero ristagni idrici potenzialmente dannosi per la salute delle piante.
“Non si tratta di una scelta arbitraria, ma del risultato di un’approfondita valutazione tecnica”, sottolinea Zoffili. “L’obiettivo è trovare un equilibrio tra sicurezza dei cittadini, accessibilità e tutela del verde.”
L’Amministrazione ribadisce inoltre che il patrimonio arboreo non verrà eliminato. Il progetto prevede infatti la ricostituzione del filare con nuovi esemplari di Tilia cordata o Tilia cordata ‘Greenspire’, varietà considerate più idonee al contesto urbano grazie a un apparato radicale meno invasivo, così da evitare il ripetersi delle criticità attuali.
Anche le modalità esecutive dell’intervento sono state studiate per ridurre al minimo l’impatto sul sottosuolo. Le ceppaie saranno fresate e i nuovi alberi verranno messi a dimora nelle stesse sedi esistenti, senza significative movimentazioni di terreno.
“Le critiche sono sempre legittime, ma dovrebbero basarsi sui dati tecnici e non su ricostruzioni che rischiano di alimentare confusione tra i cittadini”, conclude Zoffili. “Amministrare significa assumersi la responsabilità di adottare decisioni che coniughino sicurezza, accessibilità, tutela del verde e interesse pubblico. Il nostro obiettivo non è eliminare gli alberi, ma restituire alla città marciapiedi sicuri e un nuovo patrimonio arboreo capace di crescere in modo sano e compatibile con il contesto urbano.”
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