A Palazzo Lombardia celebrato il quarantennale delle tre basi attivate nel 1986. Bertolaso: “Un’eccellenza straordinaria” e ricorda l’intervento a Crans-Montana
Il servizio regionale, nato nel 1980 e oggi gestito da Areu, dispone di cinque basi operative ed effettua circa 6.000 missioni ogni anno tra soccorso, trasporti sanitari e interventi speciali
COMO – L’elisoccorso lombardo celebra quarant’anni di attività delle basi di Brescia, Milano e Como, confermando un modello organizzativo che nel tempo è diventato un riferimento per il soccorso sanitario avanzato in Italia. Ogni anno il sistema effettua circa 6.000 missioni, intervenendo negli scenari più complessi, dai soccorsi in ambiente montano ai trasferimenti urgenti tra ospedali, fino alle operazioni internazionali.
Il traguardo è stato ricordato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia, alla presenza dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, del presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) Lombardia Marco Astori, del direttore generale di Areu Massimo Lombardo, del direttore dell’Elisoccorso lombardo Francesco Daminelli, del direttore della Struttura AAT 118 di Areu Gianluca Marconi, dei direttori delle AAT sedi di base e dei rispettivi coordinatori medici e infermieristici.

l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, e il direttore generale di Areu Massimo Lombardo
Le tre basi hanno raggiunto i quarant’anni di servizio rispettivamente il 15 luglio per Brescia, il 1° agosto per Milano e il 2 agosto per Como. La loro storia si inserisce in un percorso iniziato nel 1980 con l’attivazione della base di Sondrio. Oggi il servizio regionale dispone di cinque basi operative – Bergamo, Brescia, Como, Milano e Sondrio – ed è gestito da Areu dal 2008.
“Quello dell’elisoccorso è una delle eccellenze lombarde: una realtà straordinaria, che incarna perfettamente il motto a me molto caro ‘fate presto’ e ‘fatelo bene'”, ha dichiarato Bertolaso. L’assessore ha ricordato anche il complesso intervento svolto dopo i tragici eventi di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. “I nostri piloti e i nostri soccorritori sono andati a recuperare i ragazzi nei vari ospedali svizzeri in condizioni meteorologiche particolarmente proibitive e spesso durante la notte. È la dimostrazione migliore della straordinaria professionalità e della grande umanità di tutti i nostri soccorritori dell’elisoccorso”.
Bertolaso ha poi sottolineato il valore delle persone che operano nel servizio: “Uomini e donne preparati, costantemente aggiornati, che incarnano il vero spirito del fare squadra”, rivolgendo infine un augurio di “buon compleanno” all’elisoccorso lombardo con l’auspicio di nuovi traguardi.
Anche il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo, ha evidenziato il percorso di crescita del sistema, ricordando i suoi esordi professionali nella base di Como e il contributo di Mario Landriscina allo sviluppo dell’elisoccorso e del volo notturno.
“La struttura lombarda ha raggiunto negli anni standard molto elevati: tutti i nostri elicotteri sono dotati di verricello, operano anche di notte con l’impiego dei visori e sono abilitati alle cosiddette operazioni speciali, come l’hovering, cioè con l’elicottero in volo stazionario senza contatto con il terreno”, ha spiegato Lombardo.

“Tutto questo richiede formazione continua, costante evoluzione dei mezzi e aggiornamento dei piloti. Il nostro valore aggiunto è rappresentato dalla squadra, composta da medici, infermieri e tecnici del Soccorso Alpino, e dalle competenze che ogni professionista mette a disposizione degli altri. Crans-Montana è un esempio di soccorso sanitario particolarmente complesso, un’evacuazione sanitaria sulle Alpi, in inverno, con pazienti gravemente ustionati. Aver completato l’operazione in appena dodici giorni dimostra il livello raggiunto dal nostro sistema”.
Nel corso di oltre quattro decenni il servizio ha conosciuto una costante evoluzione sotto il profilo organizzativo, tecnologico e clinico. Tra le innovazioni introdotte figura la presenza stabile a bordo del tecnico di elisoccorso del Cnsas, elemento fondamentale negli interventi in ambiente montano e impervio, oltre allo sviluppo di procedure assistenziali sempre più avanzate.
Da giugno 2025 tutte le basi regionali dispongono inoltre di plasma e globuli rossi a bordo grazie all’estensione del progetto “Blood on Board”, avviato in via sperimentale a Bergamo. In poco più di un anno il protocollo è stato applicato 141 volte: 24 interventi a Bergamo, 23 a Brescia, 41 a Como, 33 a Milano e 10 a Sondrio. Tra i casi ricordati figura quello che ha consentito di salvare la professoressa di Trescore Balneario gravemente ferita da un proprio studente.
Nel 2025 le missioni effettuate sono state 930 dalla base di Bergamo, 1.400 da Brescia, 1.400 da Como, 820 da Milano e 1.200 da Sondrio. Oltre al soccorso sanitario primario, il servizio svolge il trasporto di organi e di équipe chirurgiche, il trasporto materno assistito e neonatale, le operazioni con verricello e il soccorso in valanga. L’estensione dell’operatività sulle 24 ore e lo sviluppo delle capacità di volo e soccorso notturno hanno contribuito a rendere il sistema lombardo uno dei più evoluti a livello nazionale.
Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.
Su Google scegli Erbanotizie.com per un’informazione verificata.