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Incidenti in montagna, nasce il perito delle Guide Alpine per i tribunali

Lorenzo Colombo 7 Maggio 2026

Attualità, Erba

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(foto Guide Alpine)

Il Collegio Nazionale delle Guide Alpine lancia un corso dedicato ai consulenti tecnici d’ufficio e ai periti penali specializzati negli incidenti in quota

“I consulenti tecnici nominati dai tribunali non sempre possiedono competenze specifiche sull’ambiente alpino”, spiega la Guida Alpina Edy Grange

ERBA – La montagna entra sempre più spesso nelle aule di tribunale e, con lei, la necessità di affidare le indagini su incidenti e responsabilità a professionisti con competenze specifiche sull’ambiente alpino. Da questa esigenza nasce una nuova specializzazione per le Guide Alpine Italiane: quella del consulente tecnico e perito giudiziario negli incidenti in montagna.

A promuovere il percorso è il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, che ha messo a punto una formazione dedicata ai consulenti tecnici d’ufficio (CTU) e ai periti penali chiamati a operare nei procedimenti legati agli incidenti in quota. Un ambito sempre più delicato, complicato dalla natura stessa dell’ambiente montano, dove condizioni estreme, variabili atmosferiche e scelte tecniche rendono spesso difficile ricostruire con precisione i fatti e accertare eventuali responsabilità.

Edy Grange, Guida Alpina valdostana
Edy Grange, Guida Alpina valdostana

A spiegare le ragioni della nuova figura professionale è Edy Grange, Guida Alpina valdostana e consulente tecnico con esperienza internazionale in ambito giudiziario. “La principale criticità nei procedimenti giudiziari legati a incidenti in montagna – sottolinea – è che i consulenti tecnici nominati dai tribunali non sempre possiedono competenze specifiche sull’ambiente alpino. Questo può portare a valutazioni non adeguate o non uniformi, con conseguenze rilevanti sia per l’accertamento delle responsabilità sia per la tutela dei professionisti coinvolti”.

Secondo Grange, a differenza di quanto accade in altri settori, come quello sanitario, nel mondo della montagna manca ancora un sistema strutturato nel quale siano professionisti esperti del settore a valutare l’operato dei colleghi. Una lacuna diventata più evidente negli ultimi anni, parallelamente all’aumento della frequentazione della montagna e alla crescita delle attività outdoor, in particolare quelle invernali.

A incidere è stato anche il mutato approccio della giustizia. “Oggi – spiega ancora Grange – si tende sempre di più a individuare responsabilità precise”. Un’evoluzione accompagnata dalla riforma Cartabia, che ha introdotto nuovi criteri per l’iscrizione e la formazione dei consulenti tecnici in sede giudiziaria, spingendo verso perizie più rigorose, uniformi e comparabili.

Il primo corso di specializzazione prenderà il via il 25 maggio e sarà riservato alle Guide Alpine. Il percorso formativo, sviluppato in collaborazione con l’Università di Trento, unirà aspetti giuridici e competenze tecniche. Da una parte verranno affrontati temi come le norme, le responsabilità del consulente tecnico e la redazione corretta di una perizia; dall’altra saranno approfonditi scenari concreti legati all’ambiente montano: incidenti in valanga, gestione del rischio, crolli rocciosi, ghiacciai, seracchi e permafrost.

Un ruolo centrale sarà affidato anche agli avvocati penalisti, chiamati a fornire alle guide gli strumenti per tradurre le valutazioni tecniche in un linguaggio utilizzabile nei procedimenti giudiziari. Il corso si concluderà a dicembre con una simulazione completa di perizia e processo, considerata uno degli elementi più innovativi della formazione.

“Questa figura specializzata nasce con l’obiettivo di migliorare la qualità delle perizie garantendone qualità, uniformità e credibilità”, precisa Grange, che da anni segue il tema per il Conagai partecipando a tavoli di lavoro e confronti internazionali sulle metodologie di valutazione del rischio applicate ai contesti giudiziari.

L’obiettivo finale è quello di arrivare alla creazione di un elenco nazionale di professionisti qualificati da mettere a disposizione dei tribunali, accompagnato da linee guida condivise per la valutazione degli incidenti in montagna. “Un riconoscimento formale – conclude la Guida Alpina – che garantisca la preparazione degli esperti chiamati a operare in questo ambito”.

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